19 Febbraio 2026, 2:01
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La terapia nutrizionale può contribuire a ritardare la dialisi

di Annarita Cacciamani
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Per anni è stata considerata un aiuto “di contorno”. Oggi, invece, la dieta per chi soffre di malattia renale è riconosciuta come una vera e propria terapia, capace di influenzare l’andamento della malattia, migliorare la qualità di vita e, in alcuni casi, ritardare la dialisi. 

Le più recenti linee guida internazionali — dalle americane Kdoqi (Kidney Disease Outcomes Quality Initiative) alle europee Kdigo (Kidney Disease: Improving Global Outcomes) ed Espen (European Society for Clinical Nutrition and Metabolism) — parlano chiaro: la terapia dietetico-nutrizionale è ormai parte integrante del trattamento nefrologico.

La ricerca scientifica ha recentemente mostrato che modificare l’alimentazione non serve solo a “mantenere il peso” o a controllare la pressione, ma può davvero rallentare la progressione della malattia renale cronica. Ogni piano alimentare deve essere personalizzato, perché le esigenze cambiano in base alla funzione renale, all’età, all’attività fisica e ad altre condizioni cliniche.

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Photo: Freepik / freepic.diller

Meno proteine, ma di qualità

Quando i reni perdono parte della loro capacità di filtraggio, eliminare i prodotti di scarto derivati dalle proteine diventa più difficile. Per questo motivo, uno dei principi fondamentali della dieta renale è ridurre l’apporto proteico senza compromettere la nutrizione generale. Le linee guida raccomandano di preferire proteine di alta qualità, come quelle del pesce, delle uova e dei legumi, e di limitare la carne rossa e i prodotti ultraprocessati. 

Nei casi più avanzati, è possibile ricorrere a diete a basso contenuto proteico (o “molto basso” in condizioni selezionate), integrate con chetoanaloghi, sostanze che forniscono gli aminoacidi essenziali senza appesantire i reni. Uno studio pubblicato sul “Journal of the American Society of Nephrology” ha dimostrato che questo approccio può posticipare l’inizio della dialisi e migliorare diversi parametri metabolici.

Mangiare bene per curarsi meglio

Ridurre il consumo di sale è una delle regole più efficaci per proteggere la funzione renale e mantenere la pressione sotto controllo. Allo stesso tempo, è necessario prestare attenzione a fosforo e potassio, due minerali che si accumulano più facilmente quando i reni non funzionano bene.

Il segreto sta nel trovare il giusto equilibrio, evitando gli alimenti industriali ricchi di additivi fosfatici e imparando tecniche di cottura che aiutano a ridurre il contenuto di potassio negli ortaggi, senza rinunciare al gusto.

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Photo: Freepik

Il modello mediterraneo come riferimento

Tra i diversi modelli alimentari, la dieta mediterranea si conferma una delle più favorevoli anche per la salute renale. Basata su verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce e olio d’oliva, aiuta a controllare la pressione, ridurre l’infiammazione e mantenere più stabile la funzione dei reni.
Non si tratta di diventare vegetariani, ma di spostare l’equilibrio del piatto verso i vegetali e limitare gli alimenti troppo salati o ricchi di grassi saturi.

Una dieta ben costruita non serve solo a rallentare la malattia, ma anche a migliorare la qualità di vita quotidiana. Molti pazienti riferiscono meno stanchezza, una digestione più leggera e una pressione più stabile. La terapia nutrizionale diventa così uno strumento di autonomia e partecipazione attiva alla cura, in collaborazione con il nefrologo e il dietista.

 

Annarita Cacciamani

Photo cover: Freepik

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