21 Gennaio 2026, 7:55
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Sanità digitale: una svolta per mettere il cittadino al centro del sistema di cura

di Riccardo Pallotta
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La digitalizzazione nel settore sanitario sta rivoluzionando il modo in cui vengono forniti e gestiti i servizi medici. Dall’implementazione della telemedicina all’adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), il panorama della sanità digitale offre opportunità significative per migliorare l’accesso, l’efficienza e la qualità dell’assistenza sanitaria.

 

La telemedicina ha segnato un progresso notevole nell’accesso alle cure mediche, specialmente in aree remote o in situazioni di emergenza. Questa pratica, oggetto di uno studio pubblicato sulla Rivista internazionale del gruppo Springer Internal and Emergency Medicine nel 2023, ha rivelato uno scenario dinamico in Italia. Gli autori, Chiara Parretti, Micaela La Regina, Costanza Tortu, Giuseppe Candido e Riccardo Tartaglia, hanno infatti evidenziato il ruolo chiave della telemedicina nella gestione di pazienti cronici o affetti da patologie oncologiche, accelerata dalla pandemia da COVID-19.

Telemedicina: un ponte virtuale tra medici e pazienti

Sempre Springer ha condotto un’indagine mediante questionario anonimo tra gli operatori sanitari italiani nel periodo dal 1° febbraio 2022 al 31 marzo 2022 indicano, però, che solo il 13% dei 731 intervistati utilizzava abitualmente sistemi di telemedicina. Mentre l’85% riteneva utile implementare la telemedicina, solo il 18% ha ricevuto formazione specifica, evidenziando lacune formative che potrebbero influenzare negativamente l’adozione.

L’efficienza della telemedicina risulta comunque evidente nei tempi di attesa ridotti e nell’accesso più rapido alle consulenze mediche. Inoltre è principalmente utilizzata per consultazioni specialistiche, come la televisita e il teleconsulto, secondo i dati del sondaggio. Questo approccio è meno diffuso nella pratica quotidiana dei medici di medicina generale, ma emerge un aumento del telemonitoraggio, particolarmente in ambito riabilitativo, con il potenziale di gestire pazienti da remoto.

La carenza di competenze digitali, sia tra gli operatori sanitari che tra i pazienti, rimane una sfida chiave nell’adozione della telemedicina. Solo il 18% degli operatori sanitari intervistati ha ricevuto infatti una formazione specifica: è emerso che la mancanza di consapevolezza delle opportunità della medicina digitale influisce sulla fiducia e sulla compliance del paziente.

Il ruolo chiave del PNRR 

Altro elemento chiave nella trasformazione digitale del settore sanitario è il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Ogni cittadino ha ora la possibilità di accedere alle proprie informazioni sanitarie in modo sicuro e centralizzato. In questo modo dovrebbero essere maggiormente tutelati anche la sicurezza e la privacy dei dati, che sono prioritari nella sanità digitale. Infatti il sito del FSE spiega che i fascicoli sono progettati con robuste misure di sicurezza informatica per garantire che le informazioni sensibili dei pazienti siano protette da accessi non autorizzati.

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Photo: iStock / Tippapatt

L’obiettivo di rinnovare la sanità in Italia è legato anche Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che si propone di modernizzare le strutture per migliorare l’accesso alle cure. Due sono i focus principali secondo il Dipartimento per la trasformazione digitale italiano: la diffusione del FSE su tutto il territorio nazionale entro il 2025 e il potenziamento della telemedicina. Il finanziamento del PNRR, chiamato Missione 6 “Salute”, mira allo sviluppo di una piattaforma nazionale di telemedicina all’interno dei sistemi sanitari regionali per garantire un accesso equo e migliorare la qualità delle cure attraverso l’uso innovativo della tecnologia.

 

Riccardo Pallotta

Photo cover: iStock / tonefotografia

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