9 Febbraio 2026, 23:50
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Dirigere una RSA in un contesto montano: Danila Maculotti torna su Health Stories TV

di Elisa Marasca
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Nel nuovo episodio di Health Stories TV, Walter Negroni e Debora Cannone continuano l’intervista a Danila Maculotti, stomaterapista di fama nazionale e direttrice generale della Fondazione Monsignor Giacomo Carettoni Onlus, residenza sanitaria assistenziale (RSA) situata nel cuore di Ponte di Legno, nel bresciano.

 

Non un cambio improvviso di carriera, ma il frutto di un’evoluzione naturale. Così Danila Maculotti ha spiegato la sua scelta di dirigere la RSA Fondazione Monsignor Giacomo Carettoni, in Alta Val Camonica: «In primis sono tornata a casa, alle mie origini». Dopo anni accanto al letto dei pazienti in Poliambulanza Brescia, infatti, la professionista ha sentito il desiderio di portare la propria esperienza «all’interno di un contesto in cui la fragilità è ancora una volta il filo conduttore», ha raccontato nel corso della puntata. 

Già tredici anni fa le era stata proposta la guida dell’RSA, ma allora sentiva di poter dare ancora molto alla stomaterapia. Con il tempo, però, è maturata la consapevolezza di poter offrire un contributo prezioso anche agli anziani del suo paese, molti dei quali la conoscono personalmente. «Gestione e umanità possono andare di pari passo», ha sottolineato. Per lei, la direzione di una struttura sanitaria non significa solo occuparsi di bilanci e risorse umane, ma soprattutto «offrire cure personalizzate e di qualità, mantenendo al centro la persona».

Le sfide del contesto montano

Lavorare in una località turistica d’alta quota, però, comporta opportunità e ostacoli. La distanza dai centri ospedalieri è uno dei problemi principali: il primo è a 20 chilometri, il secondo – dotato di rianimazione – a 70. Spostare ospiti anziani, spesso non autosufficienti, richiede organizzazione e risorse. A questo si aggiunge la difficoltà di reperire personale: «Abbiamo infermieri provenienti da Perù, Brasile e Tunisia, a cui offriamo alloggio per i primi mesi», ha raccontato Maculotti. Il costo degli affitti, tuttavia, scoraggia la permanenza a lungo termine.

Grazie alla rete di conoscenze locali, Maculotti è riuscita a trovare soluzioni concrete, come un appartamento per un’infermiera peruviana che ora potrà stabilirsi con la famiglia: «Sono contenta, perché così evitiamo il turnover e superiamo anche le barriere linguistiche», ha spiegato. Il legame con il territorio è centrale anche per modificare la percezione comune delle RSA, che spesso vengono viste come “un’ultima sponda”. Per questo, la struttura di Ponte di Legno promuove attività aperte al volontariato e alla collaborazione con la comunità, in un’ottica di integrazione e scambio.

Una RSA aperta e viva

«La nostra RSA è una RSA aperta, la porta è aperta», ha sottolineato la direttrice della Fondazione Monsignor Giacomo Carettoni Onlus. Concerti, visite scolastiche e pet therapy sono solo alcune delle iniziative che animano le giornate degli ospiti. Ad aprile 2025, per esempio, il cantautore bresciano Pier Giorgio Cinelli ha portato in sala la musica in dialetto, suscitando applausi e sorrisi. A dicembre un altro concerto è già in programma. «L’RSA non è un luogo dove finisce la vita, ma un luogo di vita, dove le persone hanno la loro dignità», ha ribadito Maculotti.

Le porte sono rimaste aperte anche ai bambini: lo scorso giugno una settantina di alunni della scuola dell’infanzia ha trascorso una giornata con gli anziani, creando un ponte tra generazioni. E poi c’era Brick, il cane maltese nano che ogni giorno regala coccole e momenti di allegria: «Ormai chiedono più di lui che della direttrice», ha scherzato l’ospite della puntata. Accanto alle attività ricreative, un ruolo fondamentale è giocato dal volontariato. La RSA ha lanciato un appello soprattutto ai più giovani: «Dedicate anche solo un’ora alla settimana per ascoltare i racconti dei nonni. Sono le nostre origini, le nostre radici e hanno tanto da insegnare», ha ricordato Maculotti.

Tecnologia e innovazione

Oltre agli eventi e alla socialità, il futuro dell’RSA di Ponte di Legno passa dalla tecnologia. In un anno di direzione, Maculotti ha avviato un processo di digitalizzazione, a partire dalla gestione del personale: «Era tutto manuale e cartaceo. Ora basta un’app sullo smartphone per richiedere ferie o inserire mancate timbrature». Da ottobre è in programma anche un progetto di telemedicina, sviluppato con la Fondazione Teresa Camplani di Brescia, che permetterebbe visite specialistiche a distanza in ambito neurologico, fisiatrico, respiratorio e cardiologico. L’obiettivo, ha sottolineato la direttrice, era portare il tema in Regione «affinché queste prestazioni siano prescritte dal Servizio Sanitario Nazionale».

Un’altra novità riguarda l’attivazione (tramite raccolta fondi) del servizio di deblistering dei farmaci, che garantisce terapie già confezionate in bustine personalizzate con dati e orari di somministrazione, in modo da azzerare il rischio di errore e liberare tempo infermieristico da dedicare ad altre attività di cura.  La direttrice ha poi anticipato di avere in mente progetti per i prossimi anni, volti a supportare il personale infermieristico nel riconoscere in tempo segnali di criticità, come un respiro affannoso o una riduzione della frequenza cardiaca, anche tramite l’intelligenza artificiale. «È qualcosa a cui arriveremo anche noi, probabilmente entro un paio d’anni», ha dichiarato.

 

Elisa Marasca

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