Il direttore scientifico del gruppo “Denti e Salute” è convinto che innovazione e prevenzione siano il futuro dell’odontoiatria: un corretto stile di vita e una maggiore consapevolezza possono ridurre non solo le malattie dentali, ma anche patologie sistemiche come il diabete e le malattie cardiovascolari.
Dalla chirurgia guidata all’uso dell’intelligenza artificiale, passando per gli impianti in titanio. Roberto Weinstein, già professore ordinario di Odontoiatria all’Università degli Studi di Milano e oggi direttore scientifico del gruppo “Denti e Salute”, racconta l’evoluzione della sua carriera e l’impatto delle innovazioni tecnologiche nel settore. Per il professore, però, la vera sfida sta nella prevenzione.
Quali sono state le tappe più importanti della sua carriera?
Come studente, l’esperienza più importante è stato il mio lungo soggiorno all’Università di Oslo, in Norvegia. Poi ho iniziato la mia carriera in ambito accademico come ricercatore all’Università di Milano; quindi, sono diventato professore associato all’Università di Modena, infine professore ordinario all’Università degli Studi di Milano. Qui si è sviluppata tutta la mia carriera. Sono diventato direttore del dipartimento di Odontoiatria e ho avviato il corso di laurea in Igiene dentale e tre dottorati di ricerca. Oggi sono direttore scientifico del gruppo “Denti e Salute”, del quale tra gli altri fa parte anche il gruppo Humanitas: siamo i partner odontoiatrici di Humanitas a Milano e Torino e del Policlinico Gemelli a Roma e siamo presenti anche in altre località..

Roberto Weinstein
Nel corso degli anni, in che modo la tecnologia ha aiutato l’odontoiatria a offrire risposte sempre migliori ai pazienti?
Nel tempo tante tecnologie pensate per altri ambiti sono state riadattate per l’odontoiatria. Questo anche perché negli Stati Uniti i brevetti di proprietà pubblica dopo un certo periodo di tempo sono a disposizione di tutti. Per esempio, una tecnologia studiata per il settore navale si è poi usata per fare aderire le otturazioni ai denti. Altro esempio: la tecnologia usata per i satelliti ripensata per i trapani usati dai dentisti. Il tema rimane sempre quello della dimensione, dato che questi strumenti devono essere usati in uno spazio di dimensioni ridotte quale è la nostra bocca. Un grande aiuto ci arriva, infine, dall’intelligenza artificiale che analizzando una grande mole di dati può fornirci risposte sempre più precise.
Che cos’è la chirurgia guidata e in quali casi è possibile utilizzarla?
La chirurgia guidata è mutuata da una tecnologia utilizzata in ambito militare. Ne esistono di due tipi. Nel primo caso la tecnologia guida il trapano ad arrivare nel punto esatto in cui bucare l’osso per inserire l’impianto. Serve, però, avere strumenti che siano miniaturizzati a sufficienza. Il secondo tipo è guidato da una tomografia, ormai diffusa in tutti gli studi dentistici. Si va poi a realizzare una dima che va a delimitare il punto esatto in cui intervenire. Anche in questo caso il tema aperto è quello della dimensione e della quantità degli strumenti. A me piace individuare anche una terza tipologia, cioè la chirurgia guidata dal cervello dato che ci sono medici talmente bravi che ancora la tecnologia non ha raggiunto il loro livello.
Quali applicazioni sta avendo e potrà avere l’intelligenza artificiale nel campo dell’odontoiatria?
L’intelligenza artificiale è davvero un grande supporto. Aiuta prima di tutto ad individuare il punto esatto dove intervenire, poi aiuta nella diagnostica dato che ci sono software che da una panoramica della bocca individuano in maniera precisa le problematiche presenti. Infine, può essere usata come supporto nella valutazione e analisi di campioni e tessuti della bocca nei laboratori di analisi. Nel gruppo Denti e Salute stiamo iniziando qualche sperimentazione a supporto della diagnostica
Quali sono i principali temi sui quali si sta concentrando oggi la ricerca in odontoiatria?
La semplificazione delle procedure e il miglioramento delle superfici degli impianti. Si sta poi lavorando per fare in modo che anche negli studi più piccoli gli impianti abbiano la stessa percentuale di riuscita che nei grandi studi. Penso, però, che il tema più grande e importante su cui investire sia la prevenzione, perché noi lavoriamo per evitare carie e malattie. Un corretto stile di vita, che comprende una giusta igiene orale domiciliare, una dieta con pochi zuccheri e il non fumare, aiuta ad evitare malattie orali ma anche diabete e patologie cardiovascolari. Questo è quello che dobbiamo impegnarci a far capire il più possibile alle persone.

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Quali sono i vantaggi, per esempio, di un impianto in titanio?
Il vantaggio di un impianto in titanio è che si va a eliminare le necessità di costruire un ponte da agganciare a due denti sani. Questi ultimi devono essere limati, quindi danneggiati, per inserire il ponte. Con l’impianto in titanio si crea, invece, una radice artificiale sulla quale innestare il dente, senza dover intervenire su quelli vicini e sani. Si sta continuando a studiare su questo, in particolare per perfezionare l’osteointegrazione.

