Dalla formazione alla chirurgia alla salute mentale: le tecnologie stanno ridefinendo il concetto di assistenza sanitaria. Diverse le sperimentazioni anche in Italia.
Negli ultimi anni, la telemedicina ha rappresentato una delle principali leve di innovazione sanitaria, consentendo diagnosi, monitoraggio e consulti a distanza. Tuttavia, il suo paradigma, prevalentemente basato su interazioni bidimensionali e asincrone, mostra oggi limiti evidenti rispetto alla complessità dei bisogni clinici e formativi. In questo scenario, la realtà aumentata e la realtà virtuale, insieme alle tecnologie di Extended Reality, stanno evolvendo l’assistenza sanitaria da una digitalizzazione di base a un’esperienza immersiva ad alto valore clinico. Queste tecnologie stanno entrando progressivamente nei processi centrali della sanità, dalla formazione medica alla chirurgia, dalla riabilitazione alla diagnostica, fino alla relazione medico-paziente.
Risultati e impatto clinico
Le revisioni sistematiche pubblicate nel 2025 confermano il potenziale trasformativo delle tecnologie immersive. Dalla riabilitazione neurologica alla salute mentale, fino all’emergenza-urgenza, la maggioranza degli studi analizzati mostra miglioramenti significativi negli outcome clinici e nelle competenze professionali. I dati indicano una crescita misurabile delle competenze tecniche e decisionali degli operatori, una riduzione dell’ansia sia nei pazienti sia nei professionisti sanitari, una maggiore aderenza ai protocolli clinici e un incremento dell’engagement nei percorsi riabilitativi.

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In radiologia e cardiologia, queste applicazioni consentono una visualizzazione tridimensionale avanzata delle strutture anatomiche, migliorando la comprensione dei quadri clinici e supportando una pianificazione più accurata delle procedure interventistiche. Nel training chirurgico, le meta-analisi più recenti evidenziano come l’uso della realtà aumentata sia associato a un miglior posizionamento degli impianti e a una riduzione dei tempi operatori, con potenziali benefici in termini di sicurezza del paziente ed efficienza organizzativa.
Innovazione nella formazione e in sala operatoria
La formazione sanitaria è uno degli ambiti in cui l’impatto della tecnologia è più significativo. Grazie ai simulatori immersivi, medici e studenti possono addestrarsi in scenari critici, emergenze e procedure invasive, imparando a gestire decisioni complesse senza alcun rischio per i pazienti. In Italia, il Policlinico di Milano ha introdotto ambienti virtuali per la formazione in chirurgia pediatrica e rianimazione, consentendo ai team clinici di allenarsi su casi rari o ad alta intensità assistenziale. Soluzioni che non sostituiscono la formazione tradizionale, ma la completano, offrendo un’esperienza pratica che accelera la formazione e ottimizza il lavoro di squadra in situazioni critiche.
In ambito chirurgico, la realtà aumentata consente la sovrapposizione di informazioni digitali, come immagini TAC o modelli tridimensionali, direttamente sul campo operatorio reale. Questa tecnologia supporta la navigazione e la pianificazione chirurgica, minimizzando la variabilità e il rischio di complicanze. In Italia, queste applicazioni si diffondono soprattutto in chirurgia ortopedica e maxillo-facciale: in diversi centri del Nord, la realtà aumentata permette di visualizzare l’anatomia del paziente e simulare il posizionamento degli impianti (come le artroprotesi) prima dell’intervento. Un secondo ambito di sperimentazione riguarda la cardiochirurgia: all’Ospedale San Raffaele di Milano, modelli 3D e visualizzazioni immersive sono impiegati per pianificare procedure complesse e formare i team clinici. Parallelamente, la simulazione in realtà virtuale permette ai chirurghi di “provare” l’intervento prima di eseguirlo sul paziente reale.

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Terapie immersive e cura del paziente
Le tecnologie immersive stanno trasformando anche i percorsi di riabilitazione fisica e cognitiva. Gli ambienti virtuali su misura adattano gli esercizi agli obiettivi del singolo paziente, stimolando motivazione e costanza. In ambito neurologico e ortopedico, la realtà virtuale permette di monitorare i progressi costantemente e calibrare lo sforzo in tempo reale. Nella salute mentale, si rivela inoltre uno strumento efficace per trattare ansia, fobie e stress post-traumatico. Anche in Italia stanno emergendo progetti pilota che integrano la realtà virtuale nei servizi di psicologia clinica e psichiatria, con l’obiettivo di affiancare le terapie tradizionali e ampliare l’accesso alle cure. I modelli 3D migliorano la comunicazione medico-paziente: la maggiore comprensione di cure e diagnosi aumenta la consapevolezza e il coinvolgimento nel percorso terapeutico.
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