21 Aprile 2026, 6:34
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Ozonoterapia, un’alleata contro malattie e invecchiamento

di Riccardo Pallotta
Il potere curativo dell’ozono secondo il dottor Gerardo Tricarico: dal cavo orale alla lotta contro infertilità e infiammazioni croniche, ecco i risultati concreti e le speranze per una medicina più efficace e sostenibile.

Gerardo Tricarico è un medico chirurgo laureato presso l’Università di Ancona nel 1980 e specialista in Odontostomatologia e Protesi Dentaria dal 1986. Tricarico ha arricchito il suo percorso con un Master in Ozonoterapia conseguito nel 2014 all’Università di Siena. Pioniere nell’applicazione di tecniche innovative, ci racconta la sua visione sulla medicina moderna e le potenzialità dell’ozonoterapia.

In cosa consiste l’ozonoterapia?

L’ozonoterapia è un trattamento medico che sfrutta le straordinarie capacità del nostro organismo – e anche di quello animale – di utilizzare l’ossigeno per attivare funzioni essenziali per la vita. L’ozono, una forma chimicamente variata dell’ossigeno, viene impiegato per supportare processi vitali fondamentali: senza ossigeno, infatti, non possiamo sopravvivere per più di 5-6 minuti. L’ossigeno è cruciale per la difesa immunitaria, attraverso le specie reattive dell’ossigeno (ROS), che sono il motore primario delle nostre risposte contro gli attacchi esterni e il mantenimento dell’omeostasi. Inoltre, l’ozono può stimolare processi di riparazione cellulare e di correzione di danni genetici. Quando somministrato secondo protocolli validati, l’ozono genera una reazione di bassa intensità e controllata con le componenti del nostro organismo, apportando benefici evidenti sia nei sistemi di difesa contro le malattie sia nella riparazione dei danni provocati da esse. Recentemente, è stato dimostrato anche un effetto positivo dell’ozono in alcune problematiche legate all’infertilità.  Per quanto riguarda le controindicazioni, teoricamente non ne esistono, poiché l’ossigeno è una componente essenziale in tutte le fasi della nostra vita, dalla nascita alla morte, sia in salute che in malattia. Tuttavia, per precauzione, evitiamo l’ozonoterapia in alcune situazioni, come la gravidanza o la primissima infanzia, poiché non disponiamo ancora di un’adeguata sperimentazione clinica. In questi casi, eventuali effetti collaterali, anche se non legati al trattamento, non potrebbero essere esclusi con certezza. Allo stesso modo, evitiamo di trattare pazienti in condizioni molto gravi o terminali, non per una dimostrata inefficacia, ma per ragioni medico-legali legate alla difficoltà di stabilire una chiara causalità tra eventuali danni e il trattamento. In definitiva, l’ozonoterapia rappresenta una risorsa preziosa quando applicata con rigore e nel rispetto delle evidenze scientifiche disponibili.

Photo: Freepik

Quali sono i contesti dove l’ozonoterapia risulta più efficace?

L’ozonoterapia, grazie alle numerose vie di somministrazione disponibili e alle specifiche caratteristiche dei tessuti degli organismi viventi, trova una vastissima applicazione in ambito medico e veterinario. Sarebbe difficile elencare tutte le possibili indicazioni, ma è utile riassumere i principi generali d’uso e i pochi casi in cui il trattamento è controindicato, specialmente quando si utilizza ozono in forma gassosa pura e non controllata. In linea generale, possiamo affermare che l’ozonoterapia è indicata in tutte le condizioni patologiche caratterizzate da infezioni, infiammazioni, degenerazioni o invecchiamento cellulare, oppure da una combinazione di queste situazioni. Naturalmente, è fondamentale adottare procedure specifiche e appropriate al quadro clinico di ciascun paziente. Gli unici organi che non possono essere trattati con ozono in forma gassosa pura sono il polmone e la cornea. Questi tessuti, infatti, non dispongono di sistemi naturali di modulazione e protezione contro l’azione ossidante dell’ozono. Un contatto diretto tra ozono e struttura alveolare o corneale potrebbe causare danni significativi, fino alla distruzione di tali tessuti. Questo limite sottolinea l’importanza di una somministrazione controllata e conforme ai protocolli, per garantire sicurezza ed efficacia nei trattamenti.

Quali sono i settori che ritiene trarranno maggior beneficio dalle future ricerche e applicazioni dell’ozonoterapia?

Oggi possiamo affermare con certezza che la forza delle raccomandazioni per l’uso dell’ozonoterapia è di classe A, come indicato ormai da anni dalle linee guida del Ministero della Salute. Inoltre, molte altre ricerche sono in corso in tutto il mondo, e il mio auspicio è che questa crescente mole di pubblicazioni scientifiche e risultati clinici favorisca un’adozione più ampia di questa terapia anche nelle strutture sanitarie pubbliche. Tuttavia, il fatto che i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) siano attualmente l’unico riferimento per l’accesso ai trattamenti sanitari negli ospedali pubblici rappresenta un grave limite. Questo vincolo, imposto dagli amministratori della sanità pubblica, rischia di privare i pazienti di una terapia efficace e a basso costo. Sebbene sia incoraggiante vedere l’impegno di ricercatori e scienziati nel validare i benefici dell’ozonoterapia, inclusi quelli legati alla longevità sana, è altrettanto scoraggiante constatare gli ostacoli posti dalla politica, dalla burocrazia e spesso dalla scarsa volontà dei dirigenti sanitari nel promuoverne l’adozione.  Un ulteriore ostacolo significativo, a mio avviso, è rappresentato dall’industria farmaceutica. Organizzazioni come la Food and Drug Administration (FDA), l’European Medicines Agency (EMA) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), attraverso meccanismi complessi e influenze economiche, continuano a ostacolare con successo l’introduzione dell’ozonoterapia nelle pratiche ospedaliere pubbliche. Infine, se i grandi media fossero realmente interessati a informare il pubblico sulle opportunità terapeutiche a basso costo offerte dall’ozonoterapia, si potrebbe generare un impatto positivo non solo sulla salute dei cittadini, ma anche sullo sviluppo di nuove ricerche e innovazioni future. È fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza su questo tema per superare le barriere attuali e garantire a tutti l’accesso a una terapia sicura, efficace e sostenibile.

Lei fa parte del GIOO, ovvero il Gruppo Italiano di Ozonoterapia Odontoiatrica. Di cosa si occupa?

Nel maggio 2022, durante il Congresso Nazionale di Ozonoterapia organizzato dalla Federazione Italiana di Ozonoterapia a Rimini, è stato costituito il GIOO, Gruppo Italiano di Ozonoterapia Odontoiatrica. L’obiettivo principale di questo gruppo era l’elaborazione di linee guida e buone pratiche per l’applicazione dell’ozono in odontostomatologia. La caratura scientifica e professionale dei membri del GIOO ne confermava il valore come punto di riferimento per la ricerca e lo studio dell’ozonoterapia applicata al cavo orale. Purtroppo, per motivi legati a impegni concomitanti e non a mancanza di volontà, il gruppo non è riuscito a raggiungere appieno gli obiettivi prefissati nell’immediato. L’auspicio è che il GIOO possa ampliarsi, coinvolgendo studiosi e ricercatori di ozonoterapia appartenenti ad altri sodalizi scientifici che riconoscono il valore dell’ozono come presidio terapeutico valido ed efficace.

Photo: Freepik

Oltre al GIOO, fa parte o ha un suo team o dei collaboratori nel suo lavoro?

Sì, oltre a far parte del GIOO, ho costituito un mio team di ricerca più di dieci anni fa, precisamente nel 2010, quando iniziai a collaborare con il gruppo di ricerca europeo e-COST Namabio. Successivamente, ho partecipato al progetto e-COST BIONECA, attivo dal 2016 al 2021. Questi gruppi mi hanno permesso di costruire una rete solida di studiosi e ricercatori, collaborando con università e centri di ricerca internazionali a Zagabria, Varsavia, Praga e Vienna, oltre che con università italiane come Ferrara, Ancona e Siena. Di recente, con il mio team abbiamo pubblicato uno studio importante intitolato Gas-related pathological events and therapeutic failures: a case of oxygen at the microcirculatory and lymphatic level. Questo lavoro dimostra come le conoscenze sull’attività riparatrice dell’ozono siano fondamentali nella terapia di patologie che interessano i capillari sanguigni e linfatici, la struttura più fine del nostro sistema circolatorio. Dal paper si comprende come una conoscenza approfondita dei meccanismi riparatori dell’ozono possa essere decisiva nella prevenzione e nel trattamento di patologie che, se trascurate, possono causare lesioni gravi o addirittura portare alla morte di organi vitali. È uno spunto significativo per approfondire le potenzialità dell’ozonoterapia nel campo medico.

 

Riccardo Pallotta

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