Intervista a Ilaria Marocco, presidente ASI, l’associazione dei consulenti d’immagine che porta avanti il progetto “IO nonostante tutto”.
«L’obiettivo è di supportare i pazienti oncologici nel prendersi cura della propria immagine attraverso l’utilizzo di capi d’abbigliamento, forme e colori durante il percorso di cure». Guardarsi allo specchio può rivelarsi un’esperienza anche dolorosa perché, nella maggior parte delle volte, non ci si riconosce più. «Lo so – spiega Ilaria Marocco – perché ci sono passata in prima persona».
Come nasce il progetto “IO nonostante tutto” e l’idea di unire la consulenza d’immagine al supporto dei pazienti oncologici?
Tra le prime domande che ci si pone dopo aver ricevuto la diagnosi di cancro è “mi cadranno i capelli?” Un quesito che all’apparenza può sembrare superficiale ma che nasconde una serie di paure profonde. Il cambio di immagine che avviene durante questo percorso di guarigione diventa uno degli aspetti da non trascurare perché impatta molto sul benessere psicologico di chi si trova a combattere per la vita.
So perfettamente quanto il percorso di guarigione dal cancro possa essere un momento difficile e doloroso perché l’ho vissuto in prima persona. Affrontare questa malattia, spesso, può essere un’esperienza solitaria e spaventosa in cui, oltre al peso emotivo che inevitabilmente si affronta, subentra quella paura di guardarsi allo specchio e di non riconoscersi o piacersi più come prima.
Proprio per questi motivi, ASI, l’associazione Italiana dei consulenti d’immagine di cui sono presidente, da settembre 2023 porta avanti il progetto “IO nonostante tutto” in tutta Italia con l’obiettivo di aiutare e supportare i pazienti oncologici a prendersi cura della propria immagine attraverso l’organizzazione di eventi di gruppo in cui condividere spunti e strumenti per valorizzarsi attraverso l’utilizzo dei colori, abbigliamento, accessori e make up.
Quali sono le principali sfide che i pazienti oncologici affrontano in termini di immagine personale e come il vostro progetto li aiuta a superarle?
Il percorso oncologico, o post guarigione dal cancro, definisce un periodo impegnativo e a volte frustrante su tanti aspetti, tra cui la trasformazione della personale identità visiva. In termini di immagine, molte persone si vedono repentinamente private del loro abituale aspetto estetico a partire dal colore e dalla grana della pelle fino alla trasformazione della propria forma fisica e del viso. La perdita dei capelli, delle ciglia e delle sopracciglia non cambia solo transitoriamente l’aspetto personale ma diviene un segno visibile della malattia a sé stessi e agli altri che amplifica la consapevolezza della diagnosi gravando sull’impatto emotivo già turbato.
Il sostegno estetico che un consulente d’immagine può fornire in questa fase svolge un ruolo importante nel contribuire a preservare la dignità e l’autostima del paziente. Il nostro obiettivo come associazione è quello di offrire ai pazienti l’opportunità di riscoprire se stessi e la loro immagine “Nonostante Tutto.” Nonostante i cambiamenti e le alterazioni transitorie, andando ad enfatizzare attraverso i tecnicismi della nostra professione, la loro bellezza e mettendo l’accento su tutti i punti di forza che si possiedono.
In che modo la scelta dei tessuti, forme e colori nell’abbigliamento influisce sul benessere emotivo dei pazienti durante la terapia oncologica?
Il nostro presupposto di partenza è che questa malattia vada affrontata con ogni forza, sia fisica che mentale e soprattutto che la cura di sé, della propria immagine, riscoprendosi “nonostante tutto”, possa aiutare a migliorare la qualità della vita. Questa nostra consapevolezza trae forza dagli esiti di diversi studi scientifici e psicologici, che dimostrano quanto la cura di sé stessi e la valorizzazione della propria immagine aiutino ad affrontare meglio il percorso di guarigione, riducendo i livelli di stress e impattando quindi positivamente anche sulle risposte immunologiche dei pazienti. Nelle malattie oncologiche, in modo particolare, infatti, la qualità della vita è riconosciuta come uno degli elementi di maggiore impatto sulla terapia.
La scelta di un colore o di un nuovo abito è in realtà un appuntamento che ci prendiamo con il domani. E nei pazienti oncologici alimenta la speranza.
Il nostro obiettivo è quello di utilizzare l’abbigliamento e i colori come uno dei possibili strumenti di benessere della persona, quale elemento di valorizzazione di un’immagine sicuramente toccata. La valorizzazione dell’immagine, attraverso la declinazione di colori e forme, influenza l’atteggiamento psicologico dei pazienti e viene riconosciuta come uno strumento di benessere.
Quali sono stati alcuni dei risultati più significativi o storie di successo che hai riscontrato attraverso il progetto “IO nonostante tutto”? Cosa hai imparato di più su te stessa e sulla professione di consulente d’immagine attraverso il lavoro in questo progetto?
Ciò di cui siamo rimasti presto sorpresi è stato l’entusiasmo dei medici e delle strutture ospedaliere che hanno accolto il progetto all’interno dei reparti condividendone i valori e i benefici. La nostra attività di consulenti d’immagine in “IO nonostante tutto” non è quella di “cambiare o salvare la vita” alle persone ma quella di portare, attraverso gli strumenti che abbiamo, un momento di serenità, sorriso e condivisione a chi sta affrontando una sfida importante. La scelta di un colore o di un nuovo abito, come afferma la dottoressa Salomone esperta di psicologia positiva del benessere, è in realtà un appuntamento che ci prendiamo con il domani che soprattutto in pazienti oncologici alimenta la speranza.
La speranza… una parola meravigliosa che sta ad indicare l’attesa fiduciosa di qualcosa di bello, di migliore che possa farci stare bene. L’attesa di un futuro che forse può essere meglio del presente. La speranza è un po’ il fulcro del nostro lavoro come consulenti d’immagine ed è quello che possiamo fare insieme attraverso la scoperta di quei colori e linee nell’abbigliamento che possiamo indossare domani per permetterci di stare bene, per farci stare meglio.
Quali sono i prossimi obiettivi per il progetto “IO nonostante tutto” e quali nuove iniziative state pianificando? Come vedi l’evoluzione della consulenza d’immagine nel contesto oncologico nel prossimo futuro?
In pochi mesi, grazie all’impegno straordinario del board direttivo di ASI e il supporto di tutti gli associati ASI che generosamente mettono gratuitamente al servizio dei pazienti oncologici il loro lavoro, abbiamo portato il progetto “IO nonostante tutto” in ospedali come l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l’ospedale Santa Maria di Terni, il Policlinico Paolo Giaccone di Palermo. Il nuovo anno ci vedrà impegnati con l’Humanitas di Rozzano e in particolare con pazienti giovani. L’obiettivo è quello di estendere il progetto a tutti gli ospedali in Italia per portare in un luogo di cure spesso legato al dolore, il tema della rinascita e della bellezza e non solo.
Quale sentimento potrebbe essere più difficile da provare da chi vive una malattia oncologica? Mi faccio la fantasia che possa essere la gratitudine verso quel male. E se proprio grazie al tumore si potesse vivere un sogno meraviglioso? Proprio per questo, uno degli eventi al quale stiamo lavorando e che è stato già sottoposto all’attenzione di un ospedale in particolare, riguarda l’organizzazione di una sfilata di moda all’interno della struttura i cui protagonisti saranno proprio i pazienti oncologici che sono stati seguiti in questi mesi dai consulenti ASI del progetto. Un po’ folle, lo so… ma è proprio pensare fuori dagli schemi che genera spesso risultati straordinari.

1 commenti
Grazie a Ernesto.it per il supporto e le soluzioni innovative offerte nel settore dell’assistenza e della rigenerazione dell’autostima in oncologia. La vostra dedizione nel promuovere progetti come ‘IO nonostante tutto’ evidenzia come l’approccio olistico possa fare davvero la differenza nella vita dei pazienti. Continuate così, il vostro contributo è prezioso per un futuro più umano e luminoso per chi affronta sfide importanti come il cancro.