10 Febbraio 2026, 1:29
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L’Italia inserisce l’obesità nei Livelli Essenziali di Assistenza

di Annarita Cacciamani
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Il Parlamento italiano ha ufficialmente riconosciuto l’obesità una malattia cronica, progressiva e recidivante. Un fenomeno che coinvolge milioni di adulti e un bambino su quattro.

In Italia, l’obesità è un problema sempre più diffuso, che oggi interessa quasi la metà della popolazione adulta. Secondo quanto riportato nel più recente Rapporto Barometro dell’Obesità in Italia, infatti, il 47,6% degli adulti presenta un eccesso di peso, una percentuale che somma il 36,1% di persone in sovrappeso all’11,5% di persone obese. Anche i più giovani non sono esclusi da questa tendenza: tra i 2,2 milioni di bambini e ragazzi italiani tra i 3 e i 17 anni, uno su quattro – il 26,3% – risulta in sovrappeso o obeso.

La legge italiana sull’obesità è la prima al mondo di questo tipo

La Commissione Europea aveva già riconosciuto ufficialmente l’obesità come una condizione clinica cronica, legata a un aumento significativo sia della morbilità che della mortalità. Dal 1° ottobre 2025, l’obesità è ufficialmente una malattia cronica, progressiva e recidivante anche in Italia. Con il voto finale del Senato, l’Italia è diventata il primo Paese al mondo a sancire per legge il diritto alla cura e alla prevenzione per chi ne soffre.

Questa normativa prevede la formazione specifica del personale sanitario, campagne di educazione alimentare e sensibilizzazione, e l’istituzione di un Osservatorio sull’obesità presso il Ministero della Salute per monitorare dati epidemiologici e politiche pubbliche.

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Photo: Pixabay / Tania Dimas

Inoltre, le prestazioni per l’obesità sono state inserite nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), che consentirà l’erogazione gratuita o con compartecipazione alla spesa di diagnosi, trattamenti farmacologici e follow-up. Le risorse stanziate – 700 mila euro per il 2025, 800 mila per il 2026 e 1,2 milioni annui dal 2027 – rappresentano un primo passo verso un sistema più strutturato, la cui attuazione dipenderà dalla collaborazione tra Stato e Regioni.

Obesità in costante aumento: le previsioni del World Obesity Atlas

Il World Obesity Atlas prevede infatti che entro il 2035 l’obesità in Italia crescerà in modo netto. Tra gli adulti, la prevalenza potrebbe salire dall’attuale 11,5% fino a raggiungere il 31%, con un incremento stimato del 2% all’anno. Anche l’incidenza tra i bambini è destinata ad aumentare, con una crescita media annua stimata del 2,1%. In assenza di misure efficaci, il Paese si troverà a gestire un numero sempre più alto di persone con questa condizione, con importanti ripercussioni sanitarie, economiche e sociali.

Il problema non è soltanto numerico, perché l’obesità è sia un fattore di rischio per altre malattie, sia una patologia a sé, in grado di compromettere direttamente la salute e ridurre l’aspettativa di vita. La sua natura cronica richiede un approccio medico e strutturato, che non può essere lasciato all’iniziativa individuale del singolo paziente.

Prevalenza più alta nelle regioni del Sud Italia

Il Barometro dell’Obesità 2024 evidenzia con chiarezza che l’eccesso di peso non è distribuito in modo uniforme sul territorio nazionale. Le regioni del Sud Italia registrano le prevalenze più alte di sovrappeso e obesità, con punte particolarmente elevate in Molise, Campania, Calabria e Sicilia, dove in alcune fasce di età l’obesità supera il 15% della popolazione. 

Al contrario, il Nord Italia presenta valori più contenuti, in particolare in regioni come Trentino-Alto Adige, Lombardia ed Emilia-Romagna, che si collocano costantemente al di sotto della media nazionale. Anche nel Centro Italia i dati sono disomogenei: mentre regioni come la Toscana mostrano tassi più vicini a quelli del Nord, altre come il Lazio tendono ad avvicinarsi ai valori del Mezzogiorno.

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Photo: World Obesity Federation

Queste differenze si intrecciano strettamente con fattori socioeconomici, come il livello di istruzione, l’accesso ai servizi sanitari, le opportunità di pratica sportiva e la qualità dell’alimentazione. Il contesto ambientale e culturale influisce significativamente sui comportamenti legati alla salute, e questo si riflette anche sulla disponibilità di interventi e servizi per la prevenzione e la cura dell’obesità. In alcune aree del Sud, la carenza di centri multidisciplinari dedicati e di percorsi strutturati rende più difficile l’accesso a diagnosi e trattamenti adeguati, contribuendo a consolidare il divario territoriale.

Come contrastare il fenomeno dell’obesità?

Alla luce di questo quadro, il rapporto propone una serie di azioni concrete per affrontare il problema in modo sistemico. Al centro vi è la richiesta di adottare una legge quadro nazionale che riconosca pienamente l’obesità come patologia cronica e favorisca percorsi di prevenzione e cura integrati. 

Accanto a questo, si auspica un rafforzamento dell’educazione alimentare sin dalla scuola e una promozione più capillare dell’attività fisica. L’obiettivo è quello di costruire una risposta collettiva, che coinvolga le istituzioni, il sistema sanitario e il mondo educativo, creando le condizioni per contrastare l’aumento dell’obesità nei prossimi anni.

I dati parlano con chiarezza: obesità e sovrappeso non sono più emergenze isolate, ma un fenomeno radicato nella società italiana, con traiettorie in crescita. I documenti più recenti lo confermano e invitano a un cambio di passo. 

 

Annarita Cacciamani

Photo cover: Unsplash / i yunmai

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