7 Febbraio 2026, 23:49
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Nicolò Peccatori: «La sfida è riconoscere in tempo la tossicità del metotrexate»

di Riccardo Pallotta
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Al Congresso Nazionale AIEOP 2025 il pediatra ha approfondito le nuove strategie per prevenire e gestire la tossicità da alte dosi di metotrexate nei bambini.

Nicolò Peccatori è un medico e ricercatore specializzato in Pediatria, con affiliazioni presso la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza e l’Università di Milano-Bicocca, dove sta svolgendo un dottorato in Medicina Traslazionale e Molecolare. La sua attività clinica e scientifica si concentra sull’emato-oncologia pediatrica, con particolare attenzione alla medicina di precisione, alle terapie mirate e all’ottimizzazione dei protocolli chemioterapici utilizzati nel trattamento della leucemia acuta in età infantile. Negli ultimi anni ha contribuito allo sviluppo di studi nazionali e internazionali sulla somministrazione di metotrexate ad alte dosi e sulla gestione delle sue tossicità, un ambito cruciale per la sicurezza dei pazienti. Health Stories ha avuto modo di seguire il suo intervento al Congresso Nazionale AIEOP 2025, intitolato “Il ruolo della glucarpidasi nella gestione della tossicità da HDMTX: novità e prospettive”.

Cosa l’ha spinta a dedicarsi alla ricerca e in questo specifico campo?

Durante la mia specializzazione in Pediatria presso la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, mi sono appassionato sin dai primi anni all’emato-oncologia pediatrica, un ambito in cui il Centro Maria Letizia Verga rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale nella cura e nella ricerca sulla leucemia infantile. La passione per la ricerca clinica e traslazionale mi ha poi portato a intraprendere un dottorato di ricerca in Medicina Traslazionale e Molecolare presso l’Università di Milano-Bicocca.

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Sebbene la medicina di precisione, che comprende le terapie a bersaglio molecolare e le strategie immunoterapiche, costituisca il fulcro della mia attività di ricerca, ritengo altrettanto importante continuare a lavorare sull’ottimizzazione dei protocolli chemioterapici, che rappresentano tuttora la componente principale del trattamento della leucemia acuta pediatrica. In questa prospettiva, insieme ai colleghi dell’Unità di Emato-Oncologia Pediatrica di Monza, diretta dal Prof. Rizzari, abbiamo recentemente condotto diversi studi clinici su una fase specifica del trattamento della leucemia linfoblastica acuta (LLA): la somministrazione del metotrexate ad alte dosi (HDMTX).

Cosa si intende con tossicità da HDMTX?

Il metotrexate ad alte dosi, un farmaco antimetabolita utilizzato da oltre cinquant’anni in oncologia, rappresenta ancora una componente molto importante del trattamento della Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA), in particolare modo per la sua efficacia contro la localizzazione della malattia nel sistema nervoso centrale. La sua somministrazione richiede tuttavia una terapia di supporto intensiva, necessaria per ridurre il rischio di tossicità. L’effetto collaterale più rilevante è quello della tossicità renale, ma il farmaco può causare danni anche ad altri organi. Nonostante protocolli di prevenzione e monitoraggio sempre più efficaci, una piccola percentuale di pazienti sviluppa comunque tossicità da HDMTX, che si manifesta con una ridotta eliminazione del farmaco che si accumula nell’organismo e comporta insufficienza renale acuta e tossicità multi-organo. Questa complicanza può essere molto seria e, se non gestita tempestivamente, potenzialmente fatale; per questo motivo la sua prevenzione e gestione rappresentano aspetti cruciali.

Quali sono oggi le principali sfide nella gestione della tossicità da HDMTX nei pazienti pediatrici e adulti?

Direi che le sfide principali siano sostanzialmente due. La prima è riuscire a identificare con maggiore precisione i pazienti a maggior rischio di sviluppare questa tossicità nonostante una terapia di prevenzione adeguata. La seconda riguarda invece l’ottimizzazione dei protocolli di gestione della tossicità acuta associata all’eliminazione ritardata del farmaco.

Quali risultati o evidenze più recenti ha presentato al Congresso AIEOP?

Ho presentato i risultati di uno studio nazionale, multicentrico, retrospettivo condotto nei centri AIEOP volto a indagare l’efficacia dell’utilizzo di un farmaco chiamato glucarpidasi in bambini e adolescenti affetti da patologie emato-oncologiche che avevano sviluppato tossicità severa dopo la somministrazione di HDMTX.

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Photo: Riccardo Pallotta

Questo farmaco agisce sostanzialmente come un antidoto alla tossicità del MTX, poiché è in grado di trasformare la molecola del MTX in due metaboliti non tossici. I risultati del nostro studio mostrano chiaramente che anche in età pediatrica questo farmaco è sicuro ed efficace e rappresenta una risorsa terapeutica preziosa nei casi di tossicità più severa. Ho inoltre parlato di un lavoro recentemente pubblicato sulla rivista “Current Research in Translational Medicine. Si tratta di un expert consensus sulla corretta somministrazione delle alte dosi di metotrexate e sull’uso della glucarpidasi nella gestione della tossicità severa da HDMTX specifico per il contesto pediatrico, redatto da un panel multidisciplinare di esperti italiani che ha l’obiettivo di fornire un utile strumento per assistere gli oncologi pediatrici nella gestione di questa pericolosa complicanza della chemioterapia.

Quali prospettive cliniche ritiene più promettenti per il prossimo futuro?

L’identificazione preventiva dei pazienti a maggior rischio di sviluppare questa tossicità rappresenta un punto cruciale: assieme ai classici fattori di rischio che ad oggi consideriamo nella nostra pratica clinica, nel futuro gli studi di farmacogenomica giocheranno un ruolo sempre più rilevante anche in questo ambito. Per quanto riguarda il trattamento, seppur l’efficacia della glucarpidasi sia nota da tempo, il farmaco è facilmente disponibile in Europa ed in Italia solo da pochi anni e i protocolli clinici per il suo utilizzo e per la sua indicazione sono in evoluzione. Gli studi in corso a livello internazionale ci aiuteranno ad ottimizzare il suo utilizzo.

 

Riccardo Pallotta

Photo cover: Riccardo Pallotta

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