Un modello innovativo di studio sulle morti cardiache improvvise, sviluppato in Friuli Venezia Giulia, è pronto a fare il salto verso una dimensione internazionale.
Dopo il successo del primo congresso internazionale sulla morte cardiaca improvvisa, che si è tenuto a Trieste nel settembre 2024, l’iniziativa coinvolgerà i paesi dei Balcani, con un obiettivo ambizioso: creare un Registro Internazionale per lo studio, la prevenzione e il contrasto di queste tragedie, che colpiscono soprattutto giovani adulti.
I dati raccolti
Il congresso inaugurale, organizzato da ASUGI (Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina) e dall’Università di Trieste, ha riunito 160 esperti tra cardiologi, medici sportivi, genetisti e patologi da tutta Europa. Al centro del dibattito, i risultati del protocollo di ricerca implementato in Friuli Venezia Giulia grazie alla Legge Regionale 26/2020, che ha permesso di analizzare 102 casi di morte cardiaca improvvisa tra gennaio 2021 e settembre 2024.
Il protocollo prevede autopsie dettagliate, esami del cuore con risonanza magnetica, analisi tossicologiche complete e approfondimenti genetici per identificare mutazioni legate a cardiomiopatie e canalopatie aritmogene. Il confronto a Trieste è stato aperto dalla professoressa Mary Sheppard, una delle massime esperte mondiali di cardiopatologia.

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I dati presentati hanno evidenziato un quadro allarmante:
- il 72% dei decessi è avvenuto a domicilio, spesso senza sintomi premonitori;
- la maggioranza delle vittime erano uomini intorno ai 40 anni;
- il 40% delle morti è stato causato da patologie coronariche, mentre una parte significativa è stata associata all’abuso di sostanze stupefacenti combinate con alcol o psicofarmaci.
In 15 casi è stato necessario coinvolgere i familiari delle vittime per un approfondimento genetico, dimostrando l’importanza di un approccio integrato che combini autopsia e analisi genetica.
Collaborazione e visione europea
Il congresso ha poi sottolineato il ruolo cruciale della collaborazione tra diverse discipline mediche: cardiologi, patologi, genetisti, radiologi e medici di famiglia. Questa sinergia è stata indicata come il motore principale per costruire un patrimonio scientifico condiviso e migliorare le strategie di prevenzione.
La presenza di giovani ricercatori provenienti da Serbia e Slovenia ha rafforzato la decisione di estendere il progetto ai Balcani, regione particolarmente colpita da questi fenomeni.
Prossima Tappa: Skopje
L’appuntamento per la seconda edizione del congresso è fissato al 25 settembre 2025 a Skopje. L’incontro sarà un’occasione per consolidare il Registro Internazionale e per discutere l’implementazione di nuove strategie di prevenzione su scala europea.
Questa iniziativa rappresenta un passo decisivo nella lotta contro le morti cardiache improvvise. Attraverso la raccolta e l’analisi sistematica dei dati, l’obiettivo è salvare vite umane, trasformando una tragedia spesso inspiegabile in una sfida medica affrontabile con strumenti di ricerca avanzati.
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