21 Aprile 2026, 6:59
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Mnesys: una nuova frontiera per le neuroscienze integrate

di Veronica Rossetti
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La ricerca neuroscientifica cresce grazie al più ampio programma di ricerca sul cervello mai realizzato in Italia, che mira a integrare competenze multidisciplinari per lo sviluppo di approcci innovativi nella comprensione e nella cura di patologie del sistema nervoso e del movimento.

Unire conoscenze in ambito medico, biologico, tecnologico e computazionale per diagnosticare più velocemente patologie neurologiche come l’Alzheimer. È l’obiettivo del progetto Mnesys, che nasce come partenariato esteso coordinato dall’Università degli Studi di Genova, concepito per lo sviluppo di approcci innovativi mirati alla comprensione e alla cura di patologie a carico del sistema nervoso come l’Alzheimer, il Parkinson, la depressione e i disturbi del movimento.

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Photo: Pexels / Michail Kramor

L’attenzione è verso lo sviluppo di nuovi strumenti terapeutici e modelli computazionali che siano in grado di anticipare e simulare l’evolversi delle diverse patologie oggetto del programma di ricerca.

La crescita del progetto e le prospettive future

Il progetto coinvolge, in Italia, oltre 800 ricercatori e 25 partner tra Università, Istituti di ricerca e aziende private. Sarà inserito nel PNRR e potrà contare anche sul contributo dell’Istituto Italiano di tecnologia, nonché del CNR, con lo stanziamento di 115 milioni di euro, volti a rafforzare l’interazione tra diverse discipline. 

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Photo: Pexels / Tara Winstead

I ricercatori e le ricercatrici potranno avere accesso agli strumenti diagnostici più avanzati con l’obiettivo di sviluppare protocolli terapeutici personalizzati. La medicina di genere è infatti un ulteriore ambito di studio del progetto, data la diversa risposta ai farmaci tra uomini e donne anche nelle malattie neurodegenerative. Il partenariato sarà quindi ampliato progressivamente con l’intento di fare del progetto Mnesys un punto di riferimento a livello internazionale nello studio di queste patologie.

Veronica Rossetti

Photo cover: Pexels / Tima Miroshnichenko

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