19 Agosto 2026, 14:14
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Mauro Maniscalco: «La tecnologia robotica rivoluziona la riabilitazione»

di Annarita Cacciamani
Mauro Maniscalco (2)
Dalla riabilitazione robotica alla teleriabilitazione: Mauro Maniscalco, direttore scientifico di IRCCS Maugeri Telese e ICS Hermitage Maugeri Napoli, racconta i più recenti sviluppi della tecnologia in ambito riabilitativo.

Il percorso di Mauro Maniscalco, specialista in Pneumologia, direttore scientifico di IRCCS Maugeri Telese e ICS Hermitage Maugeri Napoli, nonché docente all’università Federico II di Napoli, si è sviluppato all’insegna dell’integrazione tra clinica e ricerca. Un approccio che oggi si traduce in modelli di cura sempre più avanzati, dove multidisciplinarietà, tecnologie innovative e analisi dei dati permettono di costruire percorsi di riabilitazione complessi e personalizzati.

Ci sono dei momenti che considera particolarmente importanti nella sua carriera?

Sì, credo che i momenti più significativi del mio percorso siano stati gli anni della formazione universitaria, in particolare il dottorato di ricerca svolto a Stoccolma, che ha rappresentato una tappa fondamentale per la mia crescita scientifica. Un altro passaggio decisivo è stato l’ingresso nel gruppo Maugeri, dove ho avuto l’opportunità di coniugare l’attività clinica con la ricerca. Infine, l’avvio della mia attività accademica come Professore di Malattie dell’Apparato Respiratorio presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II ha rappresentato il naturale coronamento di un percorso professionale.

Quali sono le peculiarità delle strutture Maugeri di Telese e Napoli di cui è direttore scientifico?

La caratteristica principale è l’integrazione tra clinica e ricerca, con una ricerca che ha sempre una finalità clinica. A questo si affianca un approccio multidisciplinare, perché medici e ricercatori lavorano insieme in team, creando una reale integrazione tra le attività. Un altro elemento è l’utilizzo di tecnologie avanzate, sia nell’archiviazione sia nell’analisi e raccolta dei dati.

Mauro Maniscalco

Mauro Maniscalco

È inoltre molto importante il coinvolgimento dei pazienti: in riabilitazione il paziente è realmente al centro del percorso di cura e,  grazie alla maggiore durata della degenza, si instaura un rapporto più stretto e continuativo rispetto ad altri contesti assistenziali. Le sedi di Napoli e Telese hanno una consolidata vocazione riabilitativa.

In che modo si inserisce la tecnologia nella sua attività quotidiana?

La tecnologia è presente sia nella fase di valutazione del paziente sia nel percorso riabilitativo. Sul piano funzionale vengono utilizzati strumenti che consentono una misurazione oggettiva delle condizioni cliniche, all’ingresso e durante il trattamento. La riabilitazione si avvale inoltre di sistemi robotici per gli arti superiori e inferiori, fondamentali per il recupero funzionale.
È inoltre possibile effettuare riabilitazione a distanza mediante dispositivi che consentono il monitoraggio dei parametri clinici, la valutazione dei risultati e l’educazione del paziente. Anche i dispositivi indossabili permettono di raccogliere dati utili per la pratica clinica e la ricerca.
I pazienti sono spesso molto complessi, dalla riabilitazione intensiva ai casi con cerebrolesioni o lesioni midollari, frequentemente provenienti dalle terapie intensive e bisognosi di trattamenti altamente specialistici.

L'esoscheletro R-Touch un guanto robotico di ultima generazione per la riabilitazione della mano presnetato durante il convegno a ICS Hermitage Maugeri Napoli_2

L’esoscheletro R-Touch un guanto robotico di ultima generazione per la riabilitazione della mano, presentato durante il convegno a ICS Hermitage Maugeri Napoli

In questi casi è fondamentale un approccio multidisciplinare che coinvolge medici, infermieri, fisioterapisti, nutrizionisti, psicologi e bioingegneri, che supportano la valutazione e l’utilizzo di queste tecnologie e strumenti. Si tratta quindi di una presa in carico completa sotto tutti i punti di vista.

Cosa si intende con pneumologia riabilitativa?

La pneumologia riabilitativa viene spesso associata al solo esercizio fisico, ma in realtà riguarda pazienti complessi che necessitano di una presa in carico globale. Non significa soltanto fare riabilitazione, ma anche ottimizzare la terapia, gestire le comorbidità e seguire il paziente in tutte le fasi del percorso di cura. L’obiettivo è migliorare la funzione respiratoria, ridurre i sintomi e consentire al paziente di recuperare la maggiore autonomia possibile nelle attività quotidiane, con un impatto concreto sulla qualità della vita. Spesso accogliamo pazienti che provengono dalla fase acuta ospedaliera e vengono trasferiti in riabilitazione nella fase subacuta: in questi casi il trattamento medico prosegue e si integra con il percorso riabilitativo, accompagnando il paziente verso il recupero funzionale.

Quanto è importante per un paziente poter proseguire il proprio percorso riabilitativo anche a domicilio?

È estremamente importante, perché il percorso riabilitativo deve proseguire anche dopo la dimissione. La tele-riabilitazione permette di continuare il trattamento a domicilio, anche più volte alla settimana, garantendo un monitoraggio costante.

Esistono tecnologie che consentono di seguire il paziente anche dopo la dimissione, ma persistono criticità di natura burocratica e organizzativa. In particolare, i sistemi di rimborso variano tra le diverse regioni: alcune hanno già introdotto codici dedicati alla tele-riabilitazione, mentre in altre questi non sono ancora disponibili. Anche la tele-riabilitazione robotica non dispone ancora di un adeguato inquadramento amministrativo.

Il percorso riabilitativo è generalmente garantito dal Servizio Sanitario Nazionale, seppure con differenze regionali. Le principali criticità riguardano oggi soprattutto gli aspetti organizzativi e burocratici, più che quelli tecnologici.

Moonwalker21

Moonwalker21, strumentazione robotica usata per la riabilitazione

A quali progetti di ricerca si sta dedicando attualmente?

Uno dei principali ambiti di ricerca riguarda i nuovi outcome della riabilitazione. Oggi i risultati vengono valutati con scale cliniche, questionari e test funzionali, ma l’obiettivo è identificare biomarcatori che consentano una valutazione più oggettiva dell’efficacia del trattamento.

Un altro settore di grande interesse è l’intelligenza artificiale, che supporta l’analisi dei dati e la ricerca, mentre i progetti territoriali puntano a migliorare i percorsi riabilitativi e la presa in carico dei pazienti. Le strutture Maugeri producono una grande quantità di dati, preziosi per comprendere meglio la risposta ai trattamenti e migliorare la qualità delle cure.

La riabilitazione respiratoria è oggi uno degli interventi con le più solide evidenze scientifiche ed è seconda solo alla prevenzione primaria per rapporto costo-beneficio. Nonostante questo, è ancora sottoutilizzata e non sempre viene prescritta quando sarebbe indicata.

 

Annarita Cacciamani

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