Il nuovo episodio di Health Stories TV su Canale Europa ha come ospite Danila Maculotti, direttrice generale della Fondazione Monsignor Giacomo Carettoni Onlus.
La passione per la stomaterapia di Danila Maculotti è nata all’interno della Fondazione Poliambulanza di Brescia, dove ha osservato la necessità urgente di fornire un riferimento specifico per i pazienti sottoposti a interventi con derivazione intestinale o urinaria. Da questa considerazione è nato prima l’ambulatorio per stomizzati della provincia di Brescia, inaugurato con l’obiettivo di rispondere a un bisogno reale e non ancora colmato, e poi il ruolo di “case manager” dei pazienti, cioè una figura capace di coordinare interventi e accompagnare la persona lungo tutto il percorso di cura.
«Ciò che fa davvero la differenza è l’empatia, la capacità di ascolto e di costruire una relazione di fiducia», racconta in questa puntata di Health Stories TV, condotta da Walter Negroni e Debora Cannone.
Innovazione, personalizzazione e lavoro in équipe
Maculotti ha saputo portare la stomaterapia oltre i confini tecnici, trasformandola in un approccio completo alla persona. «Mi occupo della persona, non solo della sacca per stomia», afferma nel corso dell’intervista. Una visione che si è consolidata in oltre vent’anni di attività e ha contribuito a costruire percorsi personalizzati grazie all’introduzione di PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) locali e regionali.
All’evoluzione tecnologica dei dispositivi si è affiancato un lavoro di rete sempre più multidisciplinare: «Oggi non c’è più solo l’infermiera stomaterapista. C’è una vera famiglia accanto al paziente: oncologi, chirurghi, nutrizionista, endoscopista».
Formazione continua come base di partenza
Nel suo ruolo di coordinatrice del master in gestione delle derivazioni presso l’Università Cattolica di Brescia, inoltre, promuove una formazione continua e centrata sulla relazione. «La parte clinica è importante, ma da sola non porta risultati».
Secondo Maculotti, la stomaterapista è oggi una figura trasversale, capace di coordinare la rete di cura. Attualmente, dirigendo anche una residenza sanitaria assistenziale, punta a unire la visione clinica con quella manageriale.
L’associazionismo come alleato della cura
Tra i progetti che stanno più a cuore all’ospite di questa puntata, spicca la collaborazione con FAIS (l’associazione a tutela delle persone stomizzate) per la creazione del primo registro nazionale delle persone stomizzate. «Non bisogna mai smettere di innovare. La ricerca serve per migliorare la qualità della vita», afferma.
Collaborare con la FAIS per Maculotti è stata un’esperienza di grande valore: «Le associazioni sono necessarie per evitare problemi gravi, come la riduzione ingiustificata dei presidi. Se una persona non ha i sacchetti, ha il bagno all’aperto. È inaccettabile».
Lezioni di umanità e un sorriso finale
Alla domanda su quale lezione le abbia lasciato l’esperienza come stomaterapista, Maculotti ha risposto: «Ogni paziente mi ha lasciato qualcosa. Tutte le persone con stomia che ho incontrato hanno contribuito a farmi diventare la persona e la professionista che sono oggi».
Nel corso degli anni, infatti, le emozioni condivise con i pazienti e le loro famiglie sono diventate parte integrante del suo bagaglio umano e professionale. «Questo è il bello del lavoro che ho fatto, e che in parte faccio ancora: la relazione. Dare e ricevere, perché in una relazione non c’è mai un solo verso». Un pensiero le è rimasto particolarmente impresso, trasmesso da una collega diventata poi sua responsabile: «Non smettere mai di interrogarti, di chiederti perché». Un principio che continua a guidarla, ogni giorno, nella pratica e nella vita.
