Il lavoro di Emanuele Durante Mangoni raccoglie in un dossier tutte le informazioni utili sulle specificità dell’Hantavirus, offrendo ai medici linee guida chiare per la gestione clinica dei potenziali pazienti.
Il caso di aprile 2026 della nave da crociera olandese MV Hondius sulla quale sono stati riscontrate 11 positività all’Andes hantavirus (l’Andes virus o ANDV è una specifica variante e specie inclusa nella famiglia degli hantavirus) rappresenta un esempio emblematico di come un’infezione zoonotica possa diffondersi rapidamente attraverso i viaggi internazionali prima ancora di essere identificata.
Per questo Emanuele Durante Mangoni, docente all’Università della Campania, medico internista all’Azienda ospedaliere dei Colli di Napoli e componente del direttivo della Società italiana di Medicina interna, insieme al suo gruppo di lavoro ha appena pubblicato uno studio sulla rivista scientifica European Journal of Internal Medicine, con l’obiettivo di aiutare i medici a riconoscere tempestivamente questa malattia che è ancora poco conosciuta.

Emanuele Durante Mangoni
I contenuti dello studio
«L’esperienza maturata con la pandemia di Covid-19 ci ha insegnato quanto sia importante la preparazione tempestiva. È fondamentale che i medici internisti e i medici di medicina generale conoscano a fondo questa patologia» ha dichiarato Durante Mangoni nel presentare il suo studio. La ricerca raccoglie in un dossier tutte le informazioni utili per offrire uno strumento di studio rigoroso sulle specificità dell’Andes virus e fornire linee guida chiare sulla gestione clinica dei potenziali casi. Si tratta, quindi di un lavoro che nasce per essere accessibile a tutti, con l’obiettivo di trasformare la conoscenza in azione tempestiva e mirata. I casi infetti o sospetti vengono spesso gestiti nei reparti di medicina generale e interna e la preparazione diventa una condizione necessaria per la sicurezza del paziente e della salute pubblica.
Cos’è l’Andes Hantavirus
Sebbene gli Hantavirus siano noti alla comunità scientifica da decenni, il ceppo Andes, presente in particolare nei roditori del sud dell’Argentina e del Cile, desta particolare attenzione perché, con alcune centinaia di casi stimati ogni anno a livello globale, rappresenta l’unico ceppo della famiglia virale capace di trasmettersi tra persone attraverso contatti stretti e prolungati e goccioline respiratorie.

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«Il virus può essere espulso dal roditore tramite deiezioni, come saliva, urina e feci – spiega ancora Durante Mangoni – . Quando queste deiezioni si seccano, le particelle virali possono disperdersi nell’aria sotto forma di aerosol o polvere, che inalate possono essere causa dell’infezione. In qualche caso, il contagio può avvenire anche tramite un morso del roditore».
Incubazione, sintomi e diagnosi
Il periodo di incubazione varia dai 7-9 giorni fino a oltre 6 settimane, fase in cui il paziente non è contagioso, mentre lo diventa esclusivamente con l’esordio della fase sintomatica. Nella fase iniziale, la malattia si manifesta con sintomi riconducibili a una sindrome influenzale o altre patologie febbrili virali. L’evoluzione clinica è poi caratterizzata da un danno endoteliale, quindi a carico delle cellule che rivestono i vasi sanguigni, che può evolvere in una grave sindrome cardiopolmonare.
Attualmente non esistono test rapidi per l’identificazione del virus. Pertanto, in presenza di un quadro clinico sospetto e di un dato epidemiologico suggestivo, come il rientro da viaggi in nave o aereo dove si siano verificati contagi accertati, è necessario attivare tempestivamente i protocolli di controllo della diffusione. Il paziente deve essere indirizzato verso un reparto di malattie infettive idoneo, dotato di capacità di isolamento in camera singola, preferibilmente a pressione negativa. La conferma diagnostica è affidata all’Istituto Superiore di Sanità, unico centro di riferimento in grado di rilevare la presenza di anticorpi specifici o del genoma virale (RNA) tramite analisi specialistica dei campioni ematici, ma laboratori territoriali sono in fase di organizzazione.
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