Il fondatore di Switchup discute del legame tra tecnologia e medicina, illustrando progetti innovativi come ambienti virtuali e strumenti interattivi per la formazione medica.
«L’intelligenza artificiale rivoluzionerà il settore medico scientifico, consentendo importanti progressi nella ricerca e migliorando la qualità della vita dei pazienti». Ne è convinto anche Gian Luca Boarini, CEO e founder di Switchup, azienda di comunicazione con sede a Fidenza (in provincia di Parma). Da tempo Boarini e Switchup collaborano con il settore medico scientifico: «Abbiamo sviluppato diversi progetti, creando ad esempio strumenti interattivi e ambienti virtuali per rendere più efficace la formazione».
Da dove nasce la sua avventura imprenditoriale e come si passa da dirigere una software house locale a un vero e proprio digital communication group?
Switchup nasce nel 2013 a Fidenza dal mio bisogno di creare e valorizzare il legame tra tecnologia e marketing. In altre parole, creatività alla tecnologia e tecnologia a supporto del marketing. Inizialmente la nostra sede era all’interno di una casa editrice che collaborava con il settore farmaceutico: da qui nasce il mio interesse e la nostra collaborazione con le aziende di quell’ambito e di quello medico sanitario. Si tratta infatti di settori naturalmente predisposti all’innovazione.
Parliamo del mondo medico-scientifico dove Switchup vanta molti progetti realizzati e in pipeline: quali sono le tre iniziative più significative alle quali il suo gruppo sta lavorando?
Il primo è quello delle fiere, dove abbiamo creato esperienze di gamification o comunque applicazioni interattive estremamente coinvolgenti legate alla realtà virtuale. Il secondo è legato alla formazione, ambito per il quale abbiamo creato strumenti interattivi con l’obiettivo di rendere convegni e seminari più efficaci. Abbiamo realizzato strumenti per coinvolgere i partecipanti e mantenere alta la loro attenzione, consentendo alle aziende di avere anche un feedback immediato del livello di partecipazione dei discenti. Infine, terzo punto è la creazione di luoghi virtuali brandizzati per gli eventi formativi online. Si tratta di ambienti virtuali piacevoli e con un alto livello di interazione. Anche in questo caso la parte legata alla formazione, fondamentale nel settore medico scientifico, risulta decisamente più efficace.
Come il fenomeno dell’intelligenza artificiale plasmerà sempre di più questo settore?
Credo che l’intelligenza artificiale avrà una portata rivoluzionaria nel mondo medico. Il suo utilizzo può davvero aprire scenari importanti. Pensiamo, per esempio, alla velocità nell’elaborazione dati: un medico potrà avere informazioni in maniera rapida e precisa ed essere, di conseguenza, più veloce ed efficiente nella determinazione delle strategie terapeutiche opportune per il singolo paziente. Così, anche la ricerca scientifica, di conseguenza, potrebbe sfruttare importanti accelerazioni. In sintesi, credo che l’intelligenza artificiale fornirà strumenti tali da rendere sempre più efficaci ed efficienti i processi medici.
Alla luce delle nuove tendenze e delle nuove tecnologie d’oltreoceano, quali prospettive si aprono sulla grande tematica delle applicazioni mediche che possono incidere sulla qualità di vita dei pazienti?
La telemedicina e le app stanno rivoluzionando il modo in cui ci si rapporta con il proprio medico. Penso poi alle applicazioni per la gestione dei dispositivi indossabili che potranno consentire una lettura dei valori e dei dati in tempo reale. E, ancora, i dispositivi che risiedono nelle nostre case (ad esempio Alexa), che potranno essere programmati per ricordarci di prendere i farmaci giusti, nel momento giusto. Sono innovazioni che miglioreranno sensibilmente la qualità della vita dei pazienti. Per quanto ci riguarda, lavoriamo in ambienti virtuali super sicuri: siamo consapevoli che ci troviamo ad utilizzare dati ipersensibili e la nostra attenzione è massima.
