19 Febbraio 2026, 1:24
19 Febbraio 2026, 1:24
Home » Prevenzione cardiovascolare: l’impegno della Fondazione Italiana per il Cuore

Prevenzione cardiovascolare: l’impegno della Fondazione Italiana per il Cuore

di Patrizia Tonin
cover-fondazione cuore
Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte in Italia, ma l’80% dei casi è prevenibile con stili di vita sani e campagne educative efficaci che migliorano la consapevolezza e l’adozione di misure preventive. Parola di Emanuela Folco, presidente della Fondazione Italiana per il Cuore (FIPC).

 

Una recente indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità rivela che una percentuale significativa della popolazione italiana convive con fattori di rischio cardiovascolare, mettendo in evidenza la necessità di campagne educative mirate, l’importanza della comunicazione e della collaborazione tra cittadini e professionisti della salute. Le fonti principali di informazione? Medici di medicina generale e farmacisti. Emanuela Folco, presidente della Fondazione Italiana per il Cuore (FIPC), ente senza scopo di lucro che opera da oltre 30 anni, offre uno spunto approfondito sull’importante ruolo dell’ente nella prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari. La FIPC, inoltre, collabora con enti internazionali e istituzioni italiane per promuovere iniziative come la Giornata Mondiale del Cuore e sensibilizzare sulla prevenzione cardiovascolare.

interna-presidente

Emanuela Folco

Quali sono i passaggi fondamentali per una buona prevenzione e di conseguenza educazione delle malattie cardiovascolari?  

Una delle azioni da implementare è certamente promuovere l’adozione di una serie di comportamenti preventivi e, laddove sia diagnosticata una condizione patologica, è fondamentale seguire stili di vita corretti e terapie mediche prescritte, senza interromperle o modificarle. Ricordiamo che oggi nel mondo le patologie cardiovascolari sono ancora la prima causa di morte e in Italia una persona su 3 muore per malattie cardiovascolari. Ma l’80% delle malattie cardiovascolari è prevenibile e i decessi da causa cardiovascolare potrebbero essere evitati se si adottassero meno comportamenti a rischio (alcool, fumo, alimentazione non corretta e poca attività fisica) e altre misure.

Se consideriamo che il cuore è il motore del nostro corpo, quante persone ritengono la prevenzione importante e con chi si consultano solitamente?  

Sul piano dei comportamenti, quasi 1 italiano su 2 dichiara di fare qualcosa per la prevenzione cardiovascolare (ma solo 1 su 10 ritiene di fare molto), concentrandosi soprattutto sull’alimentazione, movimento e attività fisica, visite mediche, esami/controlli con regolarità e impegnandosi a ridurre il fumo. Il medico di medicina generale e lo specialista vengono considerati come le fonti principali da cui ricevere maggiori informazioni così come il farmacista e i materiali che sono disponibili in farmacia, i siti web dedicati alla salute, e in minor misura i portali di centri di cura e altri media (come i programmi dedicati alla salute su radio e TV). 

Avete fatto un’indagine sulla percezione delle persone sulle malattie cardiovascolari. Quali sono i risultati? 

L’ultima importante indagine condotta nel 2023 dalla Fondazione italiana per il cuore in collaborazione con IQVIA (multinazionale attiva nei servizi alle case farmaceutiche) è stata “La prevenzione cardiovascolare: consapevolezza, credenze, comportamenti degli italiani”, che ha coinvolto un campione di 3mila cittadini e ci ha permesso di indagare gli aspetti informativi/conoscitivi, emozionali, relazionali e di monitoraggio delle malattie cardiovascolari. La fotografia dello stato di salute degli italiani emersa però è poco rassicurante: il 70% convive con almeno una condizione cronica e ha stili di vita a rischio, il 54% è a medio-alto rischio cardiovascolare e il 45% è in sovrappeso/obeso. Solo la metà degli italiani è a conoscenza del fatto che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia e ad essere meno consapevoli sono le donne e le fasce più giovani.

interna1-formazione e prevenzione-da fecbook

Photo: Facebook

Il valore aggiunto dei risultati dell’indagine è stato tuttavia nella capacità di fornirci una approfondita comprensione delle barriere esistenti e delle possibili leve che possiamo utilizzare per educare la popolazione all’importanza della corretta e più efficace prevenzione cardiovascolare. Ricordo infatti che la Fondazione Italiana per il Cuore promuove indagini periodiche che servono per attivare azioni concrete e rendere il paziente attivo e capace di farsi carico consapevolmente della propria salute.

Com’è cambiato negli anni a vostro avviso il rapporto medico-paziente? Ci sono state difficoltà e criticità o quali aspetti positivi?  

Il rapporto con il medico di riferimento rimane il cardine su cui costruire e poi rafforzare l’alleanza terapeutica con il paziente che, se ben seguito e informato, può diventare più motivato nel migliorare il proprio stile di vita e nell’adottare misure preventive adeguate. Secondo noi, è fondamentale sviluppare un piano di comunicazione rivolto ai cittadini di tutte le fasce di età, capace di fornire informazioni chiare, autorevoli e comprensibili utilizzando in modo sinergico tutti i canali di informazione dai media, siti web fino alla farmacia. Un altro passo è formare adeguatamente i medici e gli specialisti sull’importanza della comunicazione efficace con il paziente e coinvolgere il farmacista valorizzando il ruolo sempre più importante della farmacia come presidio di salute di prossimità per il cittadino, luogo di informazione ed empowerment ma anche di facile accesso per screening ed esami. 

Quali sono le collaborazioni che avete con altri enti e a livello istituzionale e quali progetti portate avanti con loro? 

La FIPC è membro attivo dello European Heart Network-EHN, che raccoglie circa una quarantina di associazioni e fondazioni europee attive in ambito cardiovascolare, e rappresenta l’Italia nella World Heart Federation-WHF di Ginevra, con la quale partecipiamo alle attività del NCD Alliance (Non Communicable Diseases), un network di organizzazioni civili presenti in oltre 170 Nazioni. Siamo membri del World Heart Day Program Committee e in Italia collaboriamo nel promuovere la Giornata Mondiale per il Cuore (World Heart Day), celebrata il 29 settembre di ogni anno. 

Collaboriamo inoltre alle iniziative dell’Alleanza italiana per le Malattie Cardio-Cerebrovascolari del Ministero della Salute, attraverso l’attivazione e il coordinamento di gruppi di lavoro dedicati all’aderenza terapeutica, al percorso di cure e agli strumenti da utilizzare, all’impatto ambientale e alla valutazione del rischio cardiovascolare. Da qualche anno infine FIPC collabora anche con OMAR/RareLab nell’ambito delle malattie cardiache rare. Specificatamente nell’ambito dell’amiloidosi cardiaca, ha già partecipato e sta contribuendo a molte iniziative, con il coinvolgimento anche delle associazioni di pazienti Famy (Associazione Italiana Amiloidosi Familiare) e Conacuore (Coordinamento Nazionale delle Associazioni del Cuore).

 

Patrizia Tonin

Photo cover: Freepik

Ti potrebbe piacere

Lascia un commento