8 Febbraio 2026, 0:08
8 Febbraio 2026, 0:08
Home » Fabio Meloni: «Puntiamo all’integrazione dei dati per una sanità più accessibile»

Fabio Meloni: «Puntiamo all’integrazione dei dati per una sanità più accessibile»

di Valentina Tafuri
interna_Fabio Meloni2_low
Il CEO di Deda Next, società di Deda, gruppo italiano operante nel settore ICT, spiega che le loro soluzioni digitali consentono il superamento di gap e carenze strutturali per una sanità che offra le stesse opportunità a tutti i pazienti.

 

L’utilizzo della tecnologia per lo sviluppo di valore sociale è uno dei valori fondanti di Deda Next, che fa parte del gruppo di aziende Deda attivo nell’ICT, nato per portare l’innovazione in tutti i settori. Deda Next si occupa nello specifico della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e nelle aziende di pubblico servizio, tra cui quelle sanitarie. Diversi sono infatti i progetti e le soluzioni dedicate a questo mercato sia a livello macro, di Paese, che a livello micro, di sanità territoriale, con un focus ben preciso: la persona al centro. 

«In un contesto in cui curarsi in una regione anziché in un’altra può fare la differenza», ci ha confidato Fabio Meloni, CEO di Deda Next, «la nostra azienda può supportare lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per superare carenze strutturali, personale numericamente insufficiente, mancanza di interoperabilità tra Aziende Sanitarie anche di una stessa Regione, a beneficio dei pazienti e del Sistema Sanitario Nazionale stesso. Lo facciamo mettendo l’accento sui dati e sulla loro interoperabilità».

inetrna1

Photo: Freepik

La sostenibilità passa infatti anche attraverso la capacità di assicurare le stesse possibilità di cura a tutta la popolazione, e la tecnologia è uno strumento abilitante in questo senso. Interessata a lasciare la sua impronta positiva sulla realtà, Deda Next è attenta anche all’utilizzo sostenibile della tecnologia «perché da sola, la tecnologia, non è automaticamente sostenibile», aggiunge Meloni in questa intervista.

Come mettete in atto questa mission di sostenibilità?

Un esempio del nostro impegno in questa direzione è stato il sostegno per lo sviluppo di mySmart Diary: la prima web app a livello internazionale realizzata a supporto di professionisti e professioniste della psicologia, psichiatria e neuropsichiatria infantile per migliorare la condizione delle persone affette da disturbi del comportamento alimentare (DCA). L’app consente infatti di tracciare le abitudini alimentari dei pazienti e di mentalizzare quelle sensazioni ed emozioni che possono aver provocato un disagio che ha determinato quel tipo di comportamento alimentare, aiutando chi si occupa della terapia a mettere in atto cure sempre più precise. Promossa dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale, questa app nasce nell’ambito del programma Digital4AID, iniziativa di beneficenza voluta dalla Fondazione e realizzata con il sostegno dei partner degli Stati Generali per la Sostenibilità Digitale, tra cui anche noi di Deda Next.

interna_Fabio Meloni2_low

Fabio Meloni

Che riscontro ha avuto da parte dei medici?

mySmart Diary è attualmente in fase di implementazione presso il reparto di psicoterapia dei Servizi Psichiatrici del Canton Grigioni (Svizzera) e dall’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza di Bologna. La modalità di utilizzo è uno dei suoi punti di forza: l’interazione si presenta sotto forma di una chat che utilizza un linguaggio molto naturale, grazie all’Intelligenza Artificiale (AI), raccogliendo le informazioni del “diario emozionale” fornite dal paziente, immediatamente a disposizione del medico su una dashboard, fornendo così elementi aggiuntivi per integrare la valutazione clinica del terapeuta.  

È prevista un’evoluzione di questa app?

Al momento, con il Dott. Giuliano Castigliego, specialista in psichiatria e psicoterapia e direttore scientifico di mySmart Diary, si sta ragionando sulla possibilità di far evolvere la web app in modo controllato, per essere utilizzata direttamente dall’utente al fine di identificare precocemente possibili comportamenti a rischio, aumentarne la consapevolezza in tema di disturbi alimentari e metterlo in contatto direttamente con le strutture territoriali più adeguate del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).  Soluzioni digitali come questa consentono di avere una visuale più ampia del paziente, che è uno dei modi migliori di affrontare e preparare un percorso di cura efficace. L’interscambio dei dati tra i vari player della sanità pubblica e di questa con gli operatori privati è una delle sfide fondamentali per migliorare l’assistenza sanitaria.

interna2 (8)

Photo: Freepik

Come affrontate questo tema?

I dati e la loro interoperabilità sono la nostra priorità, mantenendo un focus importante su standard e cybersicurezza. I dati infatti sono un asset fondamentale. L’esempio più evidente della loro strategicità è il Fascicolo Sanitario Elettronico, che dovrebbe garantire ai medici accesso immediato alla storia clinica del paziente, ovunque si trovi, migliorando quindi la continuità delle cure. Eppure, nonostante gli importanti passi in avanti compiuti su questo fronte, ancora oggi i dati rimangano spesso “bloccati” nelle singole Aziende Sanitarie o addirittura nei singoli reparti.

Per noi, lavorare sul tema dell’interoperabilità dei dati significa attuare quella parte della Costituzione Italiana che stabilisce che tutti i cittadini sono uguali e significa ridurre la pressione sulle strutture fisiche del SSN. Già durante la pandemia, con le nostre soluzioni di telemedicina, abbiamo consentito di monitorare i pazienti senza che questi dovessero recarsi fisicamente in ambulatorio. Nel proseguire il nostro percorso di crescita su questo mercato abbiamo fatto recentemente anche un investimento ben preciso, l’acquisizione di CLE, realtà barese, che ha realizzato una piattaforma in cloud, chiamata Resettami, per l’assistenza socio-sanitaria. L’utilizzo di questa piattaforma si concretizza nella condivisione del percorso di cura del paziente tra tutti gli attori della sanità territoriale, fino alla gestione integrata del welfare per una visione unica non più del solo paziente ma della persona.

 

Valentina Tafuri

Ti potrebbe piacere

Lascia un commento