21 Aprile 2026, 7:00
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Endometriosi: l’impatto su scuola, lavoro e futuro

di Paola Landriani
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Un recente studio pubblicato su BMC Psychology evidenzia come l’endometriosi incida sui percorsi formativi e professionali: tra assenze, difficoltà di concentrazione e diagnosi tardive, molte pazienti riportano un impatto significativo sulla vita quotidiana.

L’endometriosi, patologia cronica caratterizzata dalla presenza di tessuto simil-endometriale al di fuori della cavità uterina, può condizionare i percorsi di vita per una donna su quattro. I sintomi, che includono dolore e stanchezza, possono infatti interferire con la frequenza scolastica, il rendimento e la continuità lavorativa.

È quanto emerge da uno studio, pubblicato poco prima della giornata mondiale per la consapevolezza dell’endometriosi il 28 marzo, sulla rivisa scientifica internazionale “BMC Psychology”. Coordinato da Federica Facchin, professoressa del dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano, lo studio è stato realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e la Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, con il supporto dell’Associazione Progetto Endometriosi (Ape-Odv), ed è stato condotto su 971 donne italiane con diagnosi di endometriosi.

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Photo: Unsplash / Vitaly Gariev

L’impatto su istruzione e carriera

Entrando nel dettaglio, l’impatto riguarda circa una donna su sei, ma la quota sale fino a quasi una su quattro nei casi in cui i sintomi compaiono già in adolescenza e la diagnosi arriva in ritardo. Oltre la metà delle pazienti riferisce frequenti assenze scolastiche, mentre più di una su tre segnala un calo del rendimento e difficoltà nella preparazione di esami o verifiche.

Questo quadro può portare a rallentamenti nel percorso o a scelte obbligate. Anche sul fronte professionale una donna su cinque riferisce conseguenze rilevanti, con una percentuale che aumenta nei casi con esordio precoce. In questo contesto si inserisce anche il fenomeno del presenteismo, cioè la tendenza a lavorare nonostante il dolore, con una riduzione della produttività e un maggiore carico fisico ed emotivo.

I fattori che incidono: esordio precoce e diagnosi tardiva

Alla base di questo scenario c’è spesso una combinazione di fattori critici. L’endometriosi può manifestarsi già in età adolescenziale, proprio negli anni in cui si costruiscono le basi della formazione.

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Photo: Pexels / Yan Krukov

A questo si aggiunge il ritardo diagnostico, ancora frequente, che può richiedere diversi anni prima di arrivare a una corretta gestione. In questo intervallo i sintomi possono essere sottovalutati, generando un vero e proprio effetto a cascata: le difficoltà incontrate durante gli studi finiscono per influenzare anche le opportunità professionali degli anni successivi.

Le conseguenze nel lungo periodo

Molte donne riferiscono di aver modificato il proprio percorso per adattarsi ai sintomi, arrivando in alcuni casi a rinunciare a opportunità di carriera. Accanto a questo emerge una dimensione sociale: una parte significativa delle pazienti riporta episodi di discriminazione sul lavoro, segno di una difficoltà ancora diffusa nel riconoscere e comprendere la malattia.

«Proiettando i risultati dello studio sulle stime dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui circa 1 milione e 800mila donne in Italia convivono con la malattia, si può stimare che circa 306mila donne possano incontrare sfide nei percorsi formativi e circa 396mila difficoltà lavorative moderate o rilevanti» ha spiegato la professoressa Facchin.

Per il personale impegnato nella ricerca, tenere conto di questo impatto è fondamentale per sviluppare strategie di supporto più efficaci e migliorare la qualità della vita delle persone che convivono con l’endometriosi.

Paola Landriani

Photo cover: Pexels / Gustavo Fring

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