Precisione, riduzione del dolore e tempi di recupero più rapidi: l’esperienza di un ginecologo che unisce ricerca, pratica clinica e formazione per offrire alle donne cure sempre più efficaci e rispettose della loro qualità di vita.
La possibilità di aiutare le donne in momenti cruciali della loro vita è stato uno dei motivi per cui il dott. Ciro Perone ha deciso di diventare ginecologo. Napoletano, con una lunga esperienza nell’endoscopia ginecologica avanzata e nella chirurgia robotica, è Direttore della clinica Sanatrix-Napoli. È spesso impegnato in convegni in Italia e all’estero, e alla pratica medica affianca quella di trainer di numerosi colleghi e colleghe che vogliono specializzarsi nella chirurgia mininvasiva. «Durante il mio percorso di studi, ho scoperto quanto la salute femminile sia spesso trascurata nelle conversazioni sulla medicina. Questo mi ha spinto a voler fare la differenza in questo campo», spiega in questa intervista .
Cosa l’ha spinta a diventare ginecologo?
La mia scelta di diventare ginecologo è stata influenzata da diverse motivazioni personali e professionali. Fin da giovane, ho avuto un forte interesse per le scienze biologiche e la medicina. Ho iniziato la mia formazione accademica presso l’Università di Napoli, dove ho conseguito la laurea in medicina e chirurgia. Durante gli anni di università, ho svolto tirocini in ospedale che mi hanno permesso di entrare in contatto diretto con pazienti e professionisti del settore.
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In particolare, ho trovato affascinante il lavoro in ostetricia e ginecologia, dove la possibilità di seguire le donne in momenti così cruciali della loro vita, come la gravidanza e le patologie ginecologiche, ha catturato il mio interesse. Dopo la laurea, ho proseguito con una specializzazione in ginecologia e ostetricia, che è durata cinque anni. Durante questo periodo, ho acquisito esperienza in vari aspetti della ginecologia, dalla pratica clinica alla chirurgia, che è diventata la mia passione. Ho lavorato in diverse unità operative che mi hanno permesso di affrontare una vasta gamma di casi, aiutandomi a costruire una solida base di competenze.
Scegliere questa professione è stato quindi parte di un processo naturale?
È stata la consapevolezza di quanto sia fondamentale il nostro ruolo nel garantire la salute delle donne e il supporto durante le fasi delicate della loro vita. Vedere il cambiamento e il miglioramento nello stato di salute delle mie pazienti è ciò che mi motiva ogni giorno. In breve, il mio percorso è stato segnato da una formazione rigorosa nella chirurgia mininvasiva, esperienze pratiche, e una continua passione per la salute femminile, elementi che considero fondamentali per svolgere al meglio questa professione.
È specializzato in chirurgia ginecologica laparoscopica. Ci farebbe una panoramica delle applicazioni?
La chirurgia ginecologica laparoscopica è una tecnica minimamente invasiva che ha cambiato radicalmente il modo di affrontare diverse problematiche ginecologiche. Questa metodica ci consente di effettuare interventi chirurgici attraverso piccole incisioni, il che comporta meno traumi per i tessuti e una convalescenza più rapida per le pazienti.

Equipe di Ciro Perone
Una delle applicazioni più comuni della chirurgia laparoscopica è l’asportazione di cisti ovariche. In questi casi, possiamo rimuovere facilmente le cisti, alleviando il dolore e il rischio di complicanze. Allo stesso modo, la tecnica è spesso utilizzata per eseguire miomectomie, ovvero la rimozione di fibromi uterini, e isterectomie, cioè l’asportazione dell’utero. Questi interventi, eseguiti in maniera laparoscopica, comportano una minima invasività, con un notevole beneficio nel recupero post-operatorio.
Inoltre, la laparoscopia si rivela efficace nel trattamento dell’endometriosi, una condizione che causa dolore cronico e può compromettere la fertilità. Attraverso questa tecnica, possiamo rimuovere il tessuto endometriale anomalo e alleviare i sintomi, migliorando significativamente la qualità della vita delle pazienti. Un’altra applicazione importante è nella liberazione delle aderenze pelviche, che possono causare dolore e infertilità. Con la laparoscopia possiamo identificare e trattare queste aderenze in modo preciso e delicato.
La chirurgia laparoscopica è anche frequentemente utilizzata per la sterilizzazione, come nella legatura delle tube, fornendo un metodo sicuro ed efficace di contraccezione permanente. Inoltre, in alcune situazioni di fertilità, possiamo utilizzare questa tecnica per migliorare le chance di concepimento, trattando anomalie pelviche o riducendo le aderenze. L’approccio mininvasivo è indicato anche nella maggior parte delle patologie oncologiche ginecologiche con risultati sorprendenti in termini di efficacia chirurgica.
Perché è così importante?
Questa chirurgia è fondamentale non solo per la sua efficacia nel trattamento di vari disturbi ginecologici ma anche per i suoi risultati clinici superiori e i benefici in termini di recupero. La riduzione del dolore, dei rischi di complicanze e dei tempi di recupero, insieme al miglioramento estetico delle cicatrici, rendono questa tecnica una scelta privilegiata per le pazienti. In sintesi, la chirurgia ginecologica laparoscopica rappresenta un progresso significativo nella cura della salute femminile, combinando risultati efficaci con un approccio minimamente invasivo.

Photo: creata con Google AI Studio
Lei lavora anche con dei robot. Cosa pensa dell’introduzione dell’Intelligenza Artificiale? Ne ha già sperimentato l’utilizzo?
L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nella medicina e in particolare nella chirurgia ginecologica, è un passo molto interessante e promettente. Personalmente, ho avuto l’opportunità di lavorare con sistemi robotici chirurgici che utilizzano l’IA per assistere durante gli interventi. Questa tecnologia non solo migliora l’accuratezza e la precisione delle operazioni ma offre anche una visione tridimensionale e ingrandita del campo chirurgico, il che è fondamentale quando si lavora in aree delicate come il bacino.
L’IA può, per esempio, analizzare in tempo reale le immagini chirurgiche e fornire suggerimenti basati su dati medici precedenti. Questo aiuto non sostituisce il chirurgo ma lo assiste, migliorando il processo decisionale durante l’intervento. Ho riscontrato che gli strumenti assistiti da robot sono anche molto utili per ridurre il tremore degli strumenti chirurgici, il che consente di eseguire manovre più delicate e precise.
Tuttavia, è importante notare che l’uso dell’IA in medicina solleva anche alcune questioni etiche e pratiche. La formazione dell’équipe chirurgica deve essere adeguata per garantire che i professionisti sappiano sfruttare al massimo queste tecnologie senza fare affidamento esclusivo su di esse. La relazione umana tra medico e paziente rimane fondamentale e l’IA deve essere vista come un complemento alle competenze chirurgiche tradizionali. In sintesi, credo che l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nella chirurgia ginecologica rappresenti un’evoluzione emozionante che può migliorare le nostre capacità e i risultati per le pazienti. Tuttavia, è essenziale perseverare nell’educazione e nella formazione per garantire che queste tecnologie vengano utilizzate in modo etico e responsabile, mantenendo sempre al centro le esigenze e il benessere delle pazienti.

Photo: creata con Google AI Studio
Ci parla di un caso che ha seguito e che le è rimasto particolarmente impresso?
Ci sono molti casi che mi hanno profondamente colpito ma uno in particolare è rimasto scolpito nella mia mente e nel mio cuore. Si tratta di una giovane paziente, Anna, che aveva solo 28 anni e si era presentata da me per forti dolori addominali e irregolarità mestruali. Dopo una serie di esami e una valutazione approfondita, abbiamo scoperto che soffriva di endometriosi in stadio avanzato. La diagnosi è stata un momento cruciale per Anna. Non solo il dolore fisico era una battaglia costante ma l’incertezza sulla sua fertilità rendeva la situazione ancora più difficile per lei. Durante il nostro primo incontro, ho potuto vedere la sua paura e la sua frustrazione. Per una giovane donna con sogni e desideri come lei, la possibilità di non poter avere figli era devastante.
Abbiamo discusso delle opzioni di trattamento, che includevano terapie ormonali per gestire i sintomi e la possibilità di un intervento chirurgico per rimuovere il tessuto endometriale. Dopo averla supportata nella sua decisione, siamo passati alla chirurgia laparoscopica, che ci ha permesso di affrontare la sua condizione in modo minimamente invasivo. L’intervento è andato bene e siamo riusciti a rimuovere il tessuto endometriale patologico.
È stato incredibile vedere il cambiamento in Anna dopo l’intervento. Dopo pochi mesi, ha iniziato a sentirsi meglio, sia fisicamente che emotivamente. Durante una delle visite di controllo, mi ha detto quanto si sentisse finalmente libera dal dolore che l’aveva accompagnata per tanto tempo. Questa trasformazione ha avuto un impatto profondo su di lei e di conseguenza, anche sulla sua vita quotidiana.
Ma ciò che mi ha toccato di più è stato il suo desiderio di avere figli. Dopo averne parlato, abbiamo avviato un piano di fertilità e con grande gioia, Anna è riuscita a rimanere incinta qualche tempo dopo. Quando l’ho vista tornare in clinica con il suo test di gravidanza positivo, è stata un’emozione indescrivibile. Abbiamo pianto insieme di gioia. Questo caso mi ha insegnato molto sull’importanza di una diagnosi precoce e del supporto emotivo nel trattamento delle condizioni ginecologiche. Ogni paziente ha la propria storia, e noi, come medici, dobbiamo ricordare che non stiamo semplicemente curando una malattia ma anche persone, sognatori, madri e padri in attesa. Anna e il suo percorso mi hanno ricordato il potere della medicina, ma anche la forza e il coraggio delle donne che affrontano queste sfide. È un privilegio poter essere parte del loro viaggio.
