Esoscheletri, realtà virtuale e sensori intelligenti cambiano il recupero dei pazienti con patologie complesse. Le innovazioni e i progetti presentati dal direttore del Dipartimento di medicina riabilitativa di Maugeri.
Nell’immaginario comune la riabilitazione neuromotoria è un percorso lento, fatto di esercizi ripetuti, tempi lunghi e recuperi spesso imprevedibili. Oggi la tecnologia sta cambiando le cose. Nelle palestre riabilitative stanno entrando esoscheletri, realtà virtuale, sensori intelligenti e sistemi capaci di raccogliere dati in tempo reale, trasformando il modo in cui si misura il recupero e si costruisce il percorso terapeutico. Ne parla Christian Lunetta, direttore del dipartimento di medicina riabilitativa neuromotoria di Maugeri e direttore clinico-gestionale dell’ICS Hermitage Maugeri Napoli.
Quali sono state le tappe principali della sua carriera?
Nel mio percorso professionale mi sono sempre occupato di patologie croniche e complesse. Lavorare nell’ambito delle patologie neurologiche mi ha permesso di confrontarmi fin da subito con la complessità clinica e con la necessità di un approccio multidisciplinare. Da lì è iniziato un percorso professionale che mi ha portato prima in centri di ricerca a Milano e successivamente, nel 2022, in Maugeri, dove ho trovato una realtà particolarmente avanzata nell’ambito della riabilitazione neurologica. Nel tempo mi è stato affidato il ruolo di direttore del dipartimento di medicina riabilitativa neuromotoria di Maugeri, con il compito di coordinare e armonizzare l’organizzazione clinica, tecnologica e scientifica dei diversi istituti.

ICS Hemitage Maugeri Napoli – Christian Lunetta
Più recentemente ho assunto anche la direzione clinico-gestionale dell’ICS Hermitage Maugeri Napoli, una struttura, acquisita da poco, con una forte vocazione neurologica e neuromotoria. Parallelamente continuo la mia attività di ricerca nell’ambito della riabilitazione neurologica e della SLA e dirigo il reparto di neurologia riabilitativa SLA dell’istituto di Milano.
Di cosa si occupa all’interno di Maugeri?
Il mio ruolo all’interno di Maugeri è trasversale. Mi occupo della supervisione dei percorsi clinici, organizzativi e di ricerca nell’ambito della medicina riabilitativa neuromotoria. Questo significa coordinare le attività dei 19 istituti del gruppo che si occupano di riabilitazione neuromotoria, lavorando sull’organizzazione dei percorsi assistenziali, sull’innovazione tecnologica e sullo sviluppo dei progetti scientifici. Accanto a questo continuo a svolgere attività clinica e di ricerca, in particolare nell’ambito della SLA e delle malattie neurologiche complesse.
A Napoli, invece, il mio ruolo è quello di direttore clinico-gestionale dell’intero istituto. Non si tratta solo della parte neurologica, anche se l’80% delle attività della struttura è legato proprio alla riabilitazione neuromotoria.
Come viene organizzato e gestito un percorso di riabilitazione neuromotoria?
La riabilitazione neuromotoria è probabilmente uno degli ambiti più complessi della medicina riabilitativa, perché comprende condizioni molto diverse tra loro: ictus, esiti neurochirurgici, malattie neurodegenerative, SLA, ma anche problematiche ortopediche come protesi d’anca o di ginocchio. Per questo motivo il percorso riabilitativo deve necessariamente essere multidisciplinare. Il paziente viene valutato da un team composto da neurologi, fisioterapisti, logopedisti, psicologi e altri specialisti, con l’obiettivo di costruire un progetto riabilitativo personalizzato. A seconda della situazione clinica gli obiettivi possono essere differenti: migliorare le funzioni compromesse, stabilizzare il quadro clinico oppure, nelle patologie degenerative, limitare le complicanze secondarie.

ICS Hemitage Maugeri Napoli
Nel neuromotorio il carico assistenziale è spesso molto elevato già al momento del ricovero. Per questo il percorso non riguarda soltanto la parte motoria, ma anche gli aspetti cognitivi, psicologici, nutrizionali, sociali e assistenziali. Oggi la tecnologia rappresenta una componente fondamentale del trattamento. Robotica, realtà virtuale, stimolazioni elettriche e cognitive consentono di affrontare in modo più efficace la complessità clinica del paziente e aiutano anche a individuare gli ausili e le soluzioni che potranno essere utilizzati successivamente a domicilio.
Il percorso si sviluppa generalmente in tre fasi: una fase iniziale di stabilizzazione e gestione delle complicanze, una fase intermedia di rivalutazione degli obiettivi e infine una fase conclusiva, in cui viene definito il progetto successivo, che può prevedere il rientro a casa oppure il trasferimento in strutture assistenziali adeguate.
Quali sono le ultime novità tecnologiche in uso a Hermitage Maugeri Napoli e nelle altre strutture del gruppo?
Negli ultimi anni Maugeri ha investito molto nel progetto delle «palestre digitali», cioè ambienti riabilitativi in cui il gesto terapeutico viene monitorato e misurato attraverso tecnologie avanzate. Questo ci ha consentito di raccogliere una quantità enorme di dati, oggi fondamentali anche per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata alla riabilitazione. Parallelamente abbiamo introdotto robotica, realtà virtuale e sensoristica all’interno dei percorsi terapeutici.
Grazie agli investimenti di Maugeri e al progetto FIT4MEDROB, finanziato attraverso il PNRR, abbiamo creato cinque palestre robotiche distribuite tra Nord e Sud Italia, che rappresentano oggi delle vere eccellenze nel panorama riabilitativo. Anche l’istituto di Napoli è stato dotato di tecnologie avanzate: robotica, realtà virtuale, sistemi di sensoristica e strumenti dedicati alla riabilitazione degli arti, del cammino, delle funzioni cognitive e del linguaggio. Queste tecnologie permettono di accelerare i tempi di recupero. Pensiamo, ad esempio, alla verticalizzazione del paziente: ciò che un tempo richiedeva settimane oggi può avvenire già nei primi giorni di ricovero, riducendo anche le complicanze legate all’allettamento prolungato.
Che vantaggi danno queste nuove tecnologie ai pazienti?
Uno dei vantaggi principali è il coinvolgimento del paziente. La tecnologia crea partecipazione, curiosità e motivazione. Utilizzare un esoscheletro o interagire con sistemi robotici avanzati consente al paziente di sperimentare movimenti che non riuscirebbe a compiere autonomamente. Questo ha un forte impatto anche psicologico, perché restituisce fiducia e speranza nel percorso di recupero. Molte tecnologie integrano inoltre aspetti motori e cognitivi. Attraverso sistemi simili agli exergame, il paziente non esegue soltanto un movimento, ma viene contemporaneamente stimolato sul piano dell’attenzione, della memoria e delle capacità visuo-spaziali.

Esoscheletro – ICS Hermitage Maugeri Napoli
Un altro elemento molto importante è la possibilità di raccogliere dati oggettivi. Questi strumenti producono report dettagliati che consentono ai clinici di monitorare con precisione l’andamento del recupero, individuando anche miglioramenti minimi che spesso non sarebbero immediatamente percepibili. Questo permette di personalizzare in modo sempre più accurato il percorso riabilitativo e di intervenire tempestivamente nel caso in cui il paziente mostri segnali di peggioramento.
La robotica ha inoltre dimostrato benefici significativi anche nei pazienti con esiti cronici di ictus, contesti nei quali in passato si pensava che i margini di recupero fossero ormai limitati.
Su cosa si concentra la ricerca nell’ambito della riabilitazione neuromotoria?
La ricerca si sta concentrando sempre di più sull’impatto clinico delle tecnologie robotiche e dell’intelligenza artificiale applicate alla riabilitazione. Maugeri sta portando avanti numerose sperimentazioni nell’ambito del progetto FIT4MEDROB, sia con dispositivi già disponibili sul mercato sia con prototipi di nuova generazione sviluppati in collaborazione con le aziende. L’obiettivo è costruire le tecnologie riabilitative del futuro.
Uno dei progetti più innovativi riguarda l’utilizzo di robot umanoidi all’interno dei contesti sanitari. Stiamo sperimentando un robot chiamato AlterEgo, progettato per svolgere funzioni di accoglienza, supporto ai terapisti e agli operatori sociosanitari, ma anche attività di assistenza domiciliare. L’idea è capire quanto un robot dotato di sensori, capacità motorie e interazione vocale possa aiutare concretamente i pazienti anche nel loro ambiente domestico.
Un altro fronte strategico riguarda l’intelligenza artificiale. Grazie ai dati raccolti attraverso le palestre digitali e ai laboratori di AI presenti in Maugeri, stiamo sviluppando sistemi di supporto decisionale in grado di suggerire i programmi riabilitativi più adatti per ogni singolo paziente. L’obiettivo non è sostituire il medico, ma fornire strumenti avanzati che aiutino il clinico a costruire percorsi sempre più personalizzati, efficaci e intelligenti.

