9 Marzo 2026, 22:21
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Artrosi, la qualità della vita è nei gesti di ogni giorno

di Paola Landriani
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Uno studio su oltre 38mila adulti europei dimostra che, nelle persone con artrosi, il benessere dipende più dalla capacità di svolgere le attività quotidiane che dalla sola forza muscolare.

L’artrosi è tra le principali cause di dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti, soprattutto nella popolazione adulta e anziana. Ha un impatto significativo sull’autonomia personale ed è una delle patologie croniche più diffuse in queste fasce d’età.

Ma quando si parla di qualità della vita, ciò che conta davvero non è soltanto la forza muscolare. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “European Journal of Applied Physiology”, nei pazienti con artrosi a incidere maggiormente sul benessere percepito è la capacità di mantenere autonomia nei gesti quotidiani, come camminare, salire le scale o alzarsi da una sedia.

Artrosi, il peso delle limitazioni quotidiane

I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 38mila adulti provenienti da 28 Paesi europei. È emerso che la riduzione della qualità della vita è più fortemente associata alle difficoltà nei movimenti quotidiani che alla semplice diminuzione della forza.

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Photo: Freepik / lookstudio

Da anni, per esempio, la forza della presa della mano è considerata un indicatore generale della salute muscolare e uno strumento utile nella pratica clinica, soprattutto negli anziani. Tuttavia, secondo i risultati di questo studio, nell’artrosi questo parametro da solo non riflette completamente l’impatto della malattia sulla vita quotidiana. In altre parole, non è tanto “quanto si è forti” a fare la differenza, ma quanto si riesce a mantenere autonomia nelle attività giornaliere.

Forza muscolare e autonomia: il confronto

I ricercatori hanno messo a confronto due dimensioni: la forza della presa, cioè la capacità di stringere e sollevare oggetti con le mani; e una serie di attività motorie come camminare, salire le scale, alzarsi da una sedia e la gestione della fatica.  Per valutare quest’ultima è stato utilizzato il questionario CASP-12, uno strumento che misura aspetti come autonomia, controllo sulla propria vita e soddisfazione personale.

Un dato particolarmente rilevante riguarda la fatica persistente, che emerge come uno dei predittori più forti di scarso benessere. La stanchezza cronica, spesso riferita dai pazienti con artrosi, sembra incidere in modo significativo sulla percezione della propria qualità di vita.

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Photo: Pixabay / Sabine van Erp

La gestione della stanchezza dovrebbe quindi diventare una componente centrale della cura dell’artrosi. «Se vogliamo migliorare davvero la qualità della vita delle persone con artrosi, dobbiamo guardare oltre i farmaci e concentrarci su mobilità, energia e indipendenza funzionale», ha sottolineato Rizwan Qaisar, coautore dello studio.

Per gli autori, questi risultati suggeriscono che nella gestione dell’artrosi la valutazione clinica dovrebbe andare oltre la semplice misurazione della forza muscolare: «L’artrosi non è solo una malattia delle articolazioni» ha concluso Firdos Ahmad, altro coautore dello studio. «Incide sulla dignità, sulla fiducia in sé e sulla capacità di vivere pienamente la propria quotidianità. Sostenere il movimento quotidiano può essere uno dei modi più efficaci per aiutare le persone a mantenere autonomia e benessere».

 

Paola Landriani

Photo cover: Unsplash / Mick Haupt

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