7 Febbraio 2026, 23:40
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Un algoritmo contro il Morbo di Parkinson

di Veronica Rossetti
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Un progetto congiunto della Città della Salute e della Scienza e del Politecnico di Torino trasforma dispositivi comuni in strumenti medici intelligenti. L’obiettivo è migliorare diagnosi e terapie personalizzate del Parkinson grazie all’intelligenza artificiale.

Il Morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa che comporta la perdita di cellule neuronali essenziali per la corretta esecuzione dei movimenti. Comprende sintomi come rigidità muscolare, tremori, perdita di sonno ed è associato a episodi correlati di depressione, apatia e deficit cognitivi. La malattia coinvolge in Italia circa 300mila persone e un 15-20% dei casi si manifesta con un esordio precoce, prima dei 50-55 anni.

Come ha recentemente sottolineato la Città della Salute e della Scienza di Torino, questa malattia degenerativa ha mostrato negli ultimi anni la crescita maggiore di incidenza e prevalenza rispetto a altre patologie neurodegenerative. La malattia di Parkinson necessita quindi di strumenti in grado di monitorare in modo sempre più puntuale e tempestivo il progresso della patologia. 

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Photo: Pexels / Mart Production

Gli obiettivi del nuovo progetto

La nascita del progetto realizzato dalla Città della Salute e della Scienza di Torino, in collaborazione con il Politecnico di Torino, punta a rivoluzionare il modo di monitorare e gestire i pazienti. Lo scopo è quello di migliorare la qualità di vita delle persone affette e dei caregivers, oltre che ridurre l’impatto socio-assistenziale della malattia, adottando protocolli terapeutici personalizzati grazie all’intelligenza artificiale (IA).

Alla base della sperimentazione, infatti, ci sono degli algoritmi appositamente addestrati dalle ricercatrici e ricercatori dell’ateneo piemontese, con il supporto degli esperti clinici, per analizzare i segnali provenienti dai sensori presenti all’interno di dispositivi digitali minimamente invasivi e a basso costo. Un esempio? Gli smartphone, che distinguono così, con rapidità e precisione, i parametri di interesse medico. 

Gli strumenti utilizzati

Posizionati sul corpo, i normali smartphone dei pazienti – assistiti dagli algoritmi di IA – saranno in grado di rilevare e quantificare con precisione aspetti importanti della malattia, quali la velocità della camminata, la lunghezza del passo e, più in generale, l’equilibrio del paziente, permettendo di stabilire più efficacemente la posologia dei farmaci.

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Photo: Pexels / Tara Winstead

Sono anche in corso nuovi studi focalizzati, nello specifico, sullo sviluppo di algoritmi di AI per analizzare la voce dei malati di Parkinson: l’ambizione è quella di migliorare la comprensione, attraverso l’estrazione di elementi rilevanti dalla voce, dello stato clinico dei pazienti.

Un lavoro di squadra

Come ha sottolineato in una nota stampa Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte: «Per avere cure e assistenza sempre più all’avanguardia e a misura di paziente, è ormai imprescindibile investire in questi aspetti della medicina e nel caso specifico, l’azienda ospedaliero – universitaria Città della Salute e della Scienza si conferma ancora una volta come eccellenza non solo piemontese, ma anche nazionale ed internazionale».

Dal punto di vista diagnostico e di monitoraggio del progresso della malattia, infatti, il progetto della Città della Salute e della Scienza e del Politecnico di Torino rappresenta un esempio eccellente di sinergia tra un gruppo di professionisti e professioniste della Neurologia universitaria 2, diretta dal Professor Leonardo Lopiano, con il coinvolgimento dei Dottori Carlo Alberto Artusi, Gabriele Imbalzano e Claudia Ledda e dei Professori Alberto Romagnolo, Mario Rizzone e Maurizio Zibetti, e un gruppo di ingegneri e ingegnere afferenti al Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino, rappresentato dalla Professoressa Gabriella Olmo e dal Dottor Luigi Borzì.

 

Veronica Rossetti

Photo cover: Pexels / Rollz International 

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